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“Com’eravamo” la storia di Antona nei locali dell’ex scuola

S.A.
“Com’eravamo” la storia di Antona nei locali dell’ex scuola

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C'è una bella realtà nella nostra zona, in particolare ad Antona. Fin dal 1997 con la collaborazione di tutti gli abitanti, l'Us Culturale Antona ha allestito il primo nucleo del museo “Com'eravamo”, per valorizzare, salvaguardare e tramandare tutto un patrimonio culturale che spazia dalle tradizioni, alle attività, usi e costumi, giochi e mestieri di questo borgo che dal XIII al XV secolo fu Comune autonomo.

Collocato ora in alcuni locali della vecchia scuola, si divide in varie sezioni: la pastorizia, la castanicoltura, gli antichi mestieri, il canto del Maggio lirico e drammatico, gli antichi giochi di strada. È un vero tuffo nel passato, oggetti, attrezzi, volumi ingialliti che rievocano tempi andati, testimoni di una civiltà forse non tecnologica come la nostra ma di sicuro più vera, sincera, autentica. Molto belli i costumi dei Maggianti, della compagnia locale attiva fino agli anni '80, i testi dei Maggi drammatici, gli arnesi usati per la coltura delle castagne, quelli del calzolaio, della tosatura, della pastorizia, della falegnameria, l'arcolaio, i vecchi giochi di strada risalenti agli anni '50 e '60.

Sempre in paese, nell'ambito della mostra, è possibile visitare in località Ilcio, nella casa Pitanti, un antichissimo torchio per frangere le olive, con la grande vite in legno, la pietra che raccoglieva il liquido e attraverso la scanalatura la convogliava in un contenitore sottostante. Non perderemo mai nulla se guadagneremo il nostro passato, perché non possiamo recidere le nostre radici e fare come se niente fosse. Il progresso, la modernità non possono sostituire la bellezza e la forza della nostra storia, queste iniziative a volte banalizzate o sottovalutate ci costringono a riflettere, e un uomo che pensa è un uomo non un automa oppure un robot telecomandato. Abbiamo bisogno di riscoprire le emozioni, cose mai viste e immaginate, abbiamo bisogno di sognare, come la gente di un tempo affacciata in piazza, alle finestre, far rivivere una vita che è stata la nostra un tempo che sembra lontanissimo, ma in verità più vicino di quanto si immagini. —



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