Il Tirreno

licciana nardi 

Da elettricista in cantiere a macellaio-street food La storia di Mirko

2 MINUTI DI LETTURA





licciana nardi

«Basta, cambio vita». Da elettricista a macellaio-street. Alla fine il richiamo della natura e di una vita lontano dai ritmi frenetici ha avuto il sopravvento.

Figlio di macellaio – il padre gestisce un allevamento e una macelleria a Monti di Licciana Nardi - Mirko Reburati, 34 anni (in foto), ha passato gli ultimi dieci anni della sua vita tra cantieri e fili elettrici. Poi la svolta sulla scia anche dell’esplosione dello street-food: portare la pregiata scottona dell’allevamento di famiglia fin sotto casa dei consumatori attraverso i mercati di Campagna Amica di Coldiretti e fiere paesane. Insieme al fratello Riccardo, che di anni ne ha 23, hanno trasformando un classico furgoncino in una macelleria su quattro ruote. Sono la terza generazione di macellai in casa Reburati dopo il nonno e il padre appunto. La scottona di Mirko e del fratello, proposta a taglio anche dal food truck, ha debuttato la scorsa settimana al mercato di Coldiretti che si tiene settimanalmente il mercoledì in via Roma (di fronte all’Accademia delle Belle Arti) a Carrara, e il martedì in via Fratti a Viareggio, con l’obiettivo presto di toccare anche gli altri appuntamenti sulla costa e in Lunigiana.

La scelta di vita dei fratelli Reburati è motivata anche dalle incoraggianti statistiche sui consumi di una recente indagine Codiretti/Ixè: quasi 7 italiani su 10 (69%) hanno scelto di consumare cibo di strada con una domanda che concilia la praticità con il costo contenuto, e rappresenta una forma di vendita particolarmente apprezzata dai turisti. «Insieme a mio fratello abbiamo portato una piccola evoluzione nel concetto di macelleria tradizionale - racconta Mirko - non mi vedevo per altri dieci, venti anni, a fare l’elettricista. Non sarei stato felice. Questa nuova avventura mi da dato rinnovato entusiasmo. Oggi lavoro per me e per la mia famiglia. L’incertezza di uno stipendio a fine mese non mi spaventa. La scottona che proponiamo sul nostro food truck è la stessa che mio padre vende in macelleria. Le nostre bovine mangiano solo le nostre farine e il nostro fieno. È carne a filiera corta garantita al 100%. Grazie a Campagna Amica, a questo progetto serio che punta a valorizzare le produzioni agricole e zootecniche locali, la tracciabilità e la provenienza, possiamo già contare su una clientela consapevole e matura. Se mi guardo indietro non mi riconosco già più. Il futuro? Metà giornata in stalla, metà giornata in macelleria tra la gente». —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il futuro del cantiere

Salvataggio Tigs, le offerte giuste: «Partono da 250 milioni di euro» – Chi sarà a decidere e tutti gli scenari possibili

di Giovanna Mezzana