Il Tirreno

la lettera dei comitati 

Bonifiche, «siano richiesti i risarcimenti a chi ha inquinato l’area Sin/Sir apuana»

DAVID CHIAPPUELLA

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massa-carrara

«Chiediamo se, dopo le due campagne di monitoraggio effettuate per conto della Sogesid Spa nella falda Sin/Sir, i soggetti preposti (in primis Regione e ministero dell’Ambiente) intendano risalire a coloro che hanno inquinato e presentare richiesta di risarcimento danni. Chiediamo, inoltre, a tutti gli enti competenti, di organizzare un incontro pubblico in cui illustrare alla cittadinanza i nuovi elementi emersi nello studio Sogesid in merito alla situazione di grave inquinamento ambientale persistente nella falda ex Farmoplant, e all’istruttoria volta alla conclusione del procedimento per l’individuazione del soggetto responsabile di tale contaminazione, finalità prevista nell’Accordo di programma per la bonifica del Sin/Sir apuano stipulato nel 2016 e perfezionato nel 2018».

Queste le richieste avanzate nella lettera aperta che il Coordinamento dei comitati e delle associazioni per la depurazione, le bonifiche e la ripubblicizzazione del servizio idrico ha inviato al ministro dell’Ambiente Sergio Costa, al presidente della Regione Enrico Rossi, all’assessore regionale all’ambiente Federica Fratoni, al direttore generale dell’Arpat Marcello Mossa Verre, a quello dell’Asl Toscana Nord Ovest Maria Letizia Casani e ai sindaci di Carrara e Massa, Francesco De Pasquale e Francesco Persiani. Scrivono gli ambientalisti: «Abbiamo appreso che si è riunito il Comitato tecnico locale di gestione dell’Accordo di programma per la bonifica della falda soggiacente il Sin/Sir apuano. Durante la riunione la società in house Sogesid Spa, che opera per conto del ministero dell’Ambiente, avrebbe illustrato ai firmatari dell’accordo i contenuti della prima stesura della “Caratterizzazione ambientale e modellazione del flusso di falda e trasporto degli inquinanti nel Sin/Sir di Massa-Carrara finalizzata alla definizione degli interventi di bonifica”, inviata prima della pausa estiva al ministero dell’Ambiente e alla Regione».

I dati di questo studio si basano sulle due campagne di analisi effettuate per conto della Sogesid nella falda Sir/Sir e comprendono un totale di 22mila determinazioni analitiche, implementate dalla società secondo un modello numerico di flusso e trasporto degli inquinanti, finalizzato al dimensionamento degli interventi di messa in sicurezza e bonifica. La principale novità è la scoperta che i veleni presenti nelle acque sotterranee di Rumianca e Farmoplant non si sarebbero mai mescolati, perché il fosso Lavello avrebbe agito da barriera, dividendo, drenando e portando gli inquinanti verso mare. Gli ambientalisti, «in attesa di una urgente risposta», esprimono la volontà di visionare la documento, informando gli enti competenti di aver presentato richiesta formale di accesso agli atti amministrativi lo scorso 12 agosto, secondo quanto previsto dalla legge n. 41/1990. —

DAVID CHIAPPUELLA

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