Meteo
Sono quattro le aree ancora contaminate dove fare la bonifica
Lo certifica lo studio di Sogesid: si tratta delle ex superfici di Rumianca, Ferroleghe, Farmoplant e Italiana Coke
massa-carrara
Dal punto di vista tecnico, lo studio sulla “Caratterizzazione ambientale e modellazione del flusso di falda e trasporto degli inquinanti nel Sin/Sir di Massa-Carrara finalizzata alla definizione degli interventi di bonifica”, inviato da Sogesid Spa a ministero dell’Ambiente e Regione Toscana lo scorso 24 luglio, conferma il ruolo di spartiacque sotterraneo dell’area del fosso Lavello, tra Massa e Carrara, come già valutato da Ispra, e la presenza di sorgenti di contaminazione nelle aree Sin ex Rumianca, ex Ferroleghe, ex Montedison/Farmoplant e nell’area Sir ex Italiana Coke.
Si tratta delle zone in cui sono stati riscontrati i principali hot spot di inquinamento e che saranno oggetto degli interventi di bonifica programmati e attesi da trent’anni. È da questi luoghi, infatti, che si sarebbero originate le contaminazioni che oggi interessano le aree a valle idrogeologica di Marina di Carrara e di Massa, per le quali esistono già degli interventi privati oggetto di istruttorie per l’approvazione. Stando così le cose, risulterà adesso assai più difficile per Edison Spa (ex Montedison) continuare a professare l’efficienza della barriera idraulica attiva nell’area ex Farmoplant, gestita dalla stessa società fin dal 1984 e formata attualmente da 6 pozzi. Secondo Edison, inoltre, l’inquinamento persistente in questo acquifero avrebbe origine da altre aziende o aree esterne all’ex fabbrica chimica ed in particolare dall’ex Rumianca.
Ma lo studio Sogesid sostiene che i veleni delle due falde non si sarebbero mai mescolati, perché il Lavello avrebbe agito da barriera tra le acque sotterranee di Rumianca e Farmoplant, dividendo, drenando e portando gli inquinanti verso valle. Stessa cosa lato Carrara, con uno spartiacque sotterraneo in corrispondenza del limite meridionale dell’ex azienda Italiana Coke. Conclusioni che potrebbero essere condivise anche dal Tar di Firenze, che ad ottobre dovrà esprimersi nel contenzioso che vede contrapposta Edison a ministero dell’Ambiente, Ispra ed Arpat per la bonifica della falda ex Farmoplant. Occorre però precisare che il contratto stipulato tra Sogesid (società del ministero dell’Ambiente) e l’Associazione temporanea di imprese (Ati) costituita da Tb Teseco bonifiche Srl, Palma Services Srl, Biochemie Lab Srl e Aquale Sprl, vincitrici dell’appalto per le due campagne di analisi della falda Sin/Sir, incaricava l’Ati dell’esecuzione delle sole indagini di campo e del rilevamento dei dati ambientali, nei modi e termini stabiliti dal capitolato speciale di appalto.
In particolare, si richiedeva che a conclusione delle attività fosse redatta una relazione di indagine contenente la descrizione delle attività svolte, dei rilievi e delle analisi di campo eseguite e dei relativi metodi utilizzati. Lo scorso 31 gennaio, dopo la verifica del lavoro svolto dall’Ati, Sogesid ha trasmesso alla Regione Toscana e al ministero dell’Ambiente i dati da essa raccolti. L’interpretazione dei dati acquisiti e lo studio della caratterizzazione ambientale, finalizzata all’implementazione del modello matematico idrogeologico di supporto alla progettazione degli interventi, però, non era oggetto dell’appalto, ma pertinenza esclusiva di Sogesid, incaricata di tale attività nella Convenzione.
Vista la complessità del lavoro e il periodo di chiusura per l’emergenza sanitaria dovuta al coronavirus, la consegna dello studio di interpretazione dei dati ha subito degli inevitabili ritardi, ma era necessario poter sviluppare un documento consistente (circa 360 pagine in tutto), impostato su una ampia base di dati di nuova acquisizione, rilevata dal soggetto pubblico ed arricchita anche dai monitoraggi privati. Il tutto avallato e sostanziato da un modello matematico, strumento oggettivo di analisi.
Insomma, dopo oltre trenta anni di inerzia, qualche mese in più meritava davvero di essere speso per poter fare i corretti approfondimenti e maggiore chiarezza sulla questione delle bonifiche nell’area Sin/Sir tra Massa e Carrara. Tutto questo per aiutare la pubblica amministrazione nella valutazione delle singole situazioni, come quella di Edison e non soltanto. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
