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Scalfaro: dalle cave di Gioia ai luoghi delle stragi naziste
La foto storica in regalo venerdì 14 agosto con il Tirreno di Massa-Carrara. La visita del Presidente della Repubblica nel maggio 1997 per commemorare le vittime dell’eccidio di San Terenzo e la medaglia al Valor militare alla Provincia
fivizzano
Correva l’anno 1997, era il 50° anniversario della consegna della medaglia d'oro al Valor Militare al gonfalone della Provincia di Massa Carrara. E l’allora Presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro volle sottolineare il significato e l’importanza di quella medaglia con una vista nel nostro territorio.
Accompagnato dalla figlia Marianna (Scalfaro era vedovo, la figlia fu la “first lady” del suo settennato), il Capo dello Stato arrivò a Massa il 12 maggio. Una visita lampo: una giornata intensa di visite incontri, clou l’inuaugurazione del monumento alle vittime dell’eccidio nazifascita di San Terenzo Monti che il fotografo Claudio Cuffaro seguì per il Tirreno. La foto che i nostri lettori hanno trovato oggi in omaggio con Il Tirreno racconta, appunto, quel giorno.
Prima tappa della visita di Scalfaro il Duomo di Massa dove il Capo dello Stato viene accolto dal prefetto, dal sindaco di Massa Roberto Pucci e accompagnato sul sagrato, dove sono ad attenderlo il vescovo Eugenio Binini e il parroco. il Duomo. La seconda tappa è a Palazzo ducale, nel Salone degli Svizzeri dove ha luogo l'incontro con le autorità locali: una sfilata amarcord.
Ci sono i saluti della sindaca di Carrara Emilia Fazzi Contigli; del presidente della Comunità Montana della Lunigiana Giovanni Zammori; del presidente della giunta regionale della Toscana, Vannino Chiti a cui segue il discorso del Presidente della Repubblica. Sono le 11,25 quando Scalfaro lascia a piedi Palazzo Ducale per raggiungere la tribuna allestita in Piazza Aranci e prende posto nella poltrona centrale della prima fila. Qui si tiene la cerimonia celebrativa del 50° anniversario della consegna della Medaglia d'Oro al Valor Militare al Gonfalone della Provincia con i discorsi del presidente della Provincia di Massa Carrara Franco Gussoni;- del presidente degli Istituti Storici della Resistenza Elio Gabbuggiani.
La terza tappa è a Colonnata, alle Cave di Gioia, a boro di un fuoristrada. Qui incontra alcuni cavatori e il presidente della Cooperativa Gioia Sandro Vivoli. Dopo una visita alla cava Scalfaro e lady Marianna pranza alla mensa dei cavatori.
Il pomeriggio è invece dedicato alla Lunigiana: sono le 16,40 quando il corteo presidemziale lascia Palazzo Ducale (dove ha fatto ritorno dopo la visita in Gioia) diretto a San Terenzo Monti di Fivizzano. L'auto presidenziale giunge a Valla di San Terenzo Monti.Disceso dalla vettura, il Capo dello Stato viene accolto dal sindaco di Fivizzano Riccardo Gerali e dal presidente della Comunità Montana. Alla commovente cerimonia partecipa anchel'unica superstite dell'eccidio nazi-fascista. Viene deposto un cuscino di fiori, portato a braccia da un corazziere, sulla lapide che ricorda le vittime dell'eccidio di S. Terenzo e Bardine. Al termine, il Presidente della Repubblica si trasferisce in auto sul luogo dove, dall’anno precedente si trova il monumento in ricordo dell'eccidio realizzato dallo scultore Pietro Cascella. Sono le 18,15 quando Scalfaro lascia la Lunigiana. Ventidue anni dopo, il 25 agosto 2019, un altro Presidente sale in Lunigiana: Sergio Mattarella, che a Fivizzano, a fianco del presidente della Repubblica federale di Germania Frank-Walter Steinmeier celebra il 75esimo anniversario delle stragi in Lunigiana. —
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