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lettera al governo 

L’Unione dei Comuni lancia l’allarme sul trasporto scolastico

cristiano borghini
L’Unione dei Comuni lancia l’allarme sul trasporto scolastico

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lunigiana

Quando manca poco più di un mese all’inizio della scuola, l’Unione dei Comuni della Lunigiana lancia un allarme sul servizio di trasporto scolastico. Le disposizioni governative per quanto riguarda il numero di ragazzi trasportabili su un singolo mezzo, riducono di un terzo la capienza effettiva, comportando sostanzialmente un maggiore numero di giri per il recupero degli alunni delle scuole.

La normativa cala sulla Lunigiana un modello pensato per le aree urbane, non certo per quelle montane, soprattutto non tenendo in considerazione le frazioni più lontane, con tragitti che richiedono fino a 30 minuti per raggiungere le località. Per conseguire l’obiettivo prefissato nella disposizione governativa occorrerebbe acquistare nuovi mezzi di trasporto e aumentare il personale, una spesa che i piccoli Comuni della Lunigiana, anche agendo in consorzio, non potrebbero permettersi, a meno di un sostegno da parte dello Stato.

La lettera che lancia l’allarme, compilata in concerto con l’assessore ai trasporti Annalisa Folloni e firmata dal presidente Roberto Valettini, mette nero su bianco queste perplessità e preoccupazioni, indirizzandola ai ministri Lucia Azzolina e Paola De Micheli, rispettivamente dei dicasteri di Istruzione e Trasporti, al presidente della Regione Enrico Rossi, agli assessori regionali Cristina Grieco e Vincenzo Ceccarelli e al presidente della Provincia Gianni Lorenzetti. «Come noto - si legge - le linee guida nazionali prevedono che il metro di distanziamento sui mezzi di trasporto sia rispettato anche tra alunni sugli scuolabus. Potrà essere utilizzato solo 1 posto a sedere ogni 2: così la capacità degli scuolabus sarà dimezzata. Per i Comuni che organizzano il servizio la scelta obbligata è di raddoppiare gli scuolabus e/o le corse, e quindi gli autisti. Rispetto all'obbligo di distanziamento di 1 metro sono previste eccezioni per fratelli e sorelle o per i tragitti con tempo di percorrenza inferiori a 15 minuti, con inevitabili ricadute sulle famiglie che abitano più lontano da scuola, che fanno maggiore uso del servizio e sui Comuni al di fuori delle grandi aree urbane. Il raddoppio dei mezzi e del personale è condizione impossibile da realizzare con le risorse dei Comuni».

La richiesta d’aiuto sul piano economico è chiara: «È indispensabile che il Governo individui nuove risorse per assicurare un servizio indispensabile per il diritto allo studio. È giusto prevedere regole a tutela della salute, ma non è possibile che le maggiori spese gravino sulle casse dei Comuni già provate dall’emergenza». —



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