Il presidio
Rimesso in libertà l’uomo che sparò al casello di Pontremoli
pontremoli
Colpo di scena nella vicenda giudiziaria che riguarda Anthony Lecchini, l’uomo condannato a 5 anni per tentata rapina con l’aggravante di un’arma al casello autostradale di Pontremoli. Lecchini è stato rimesso in libertà. L’uomo aveva sparato usando un fucile, con il casellante presente all’interno del posto, ma l’accusa di tentato omicidio cadde. Ora la corte d’Appello del tribunale di Genova ha accolto l’istanza del suo avvocato difensore, Riccardo Balatri.
La decisione della corte è stata motivata dal fatto che Lecchini era stato assolto dalla giudice Marta Baldasseroni per l’accusa di tentato omicidio. Questo era l’unico reato per il quale era in misura cautelare.
La presidente Annaleila Dello Preite e i consiglieri Annalisa Giacalone e Alessandro Farina hanno stabilito perciò che Lecchini era detenuto senza titolo dal 12 febbraio scorso e che pertanto doveva essere immediatamente scarcerato.
La condanna per tentata rapina arrivò perché il reato fu oggetto di contestazione suppletiva da parte della pubblico ministero Alessandra Conforti, ma senza misura.
A indirizzare il processo in questa direzione furono le dichiarazioni del casellante di Pontremoli, l’uomo che quella sera si vide puntare un fucile da dentro la Mercedes da una persona con la maschera di Scream. Era Lecchini.
L’uomo infatti aveva raccontato di essersi nascosto appena visto l’arma. E che tra il suo gesto di protezione e lo sparo sarebbero passati diversi secondi. Attimi in cui lui e Lecchini non erano più uno di fronte all’altro. Versione che s’incastrò con quella raccontata da Lecchini, che una volta che finì in aula per raccontare cosa era successo quella notte ripeté più volte di non avere sparato per uccidere.
Lecchini ricordò di avere chiesto i soldi al casellante che lì per lì reagì d’istinto andandosi a nascondere sul retro. Il rapinatore dunque sostiene di non averlo più visto se non nei momenti iniziali. E aggiunse anche di averlo sentito dire: «adesso cosa vuoi fare?». È a quel punto che Lecchini raccontò di avere azionato l’arma. —
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