Il “Degrado Tour” a Marina di Carrara parte dall’ex Mediterraneo
L’associazione ChiAma Carrara fa la lista ripercorrendo la vicenda dell’ex hotel. Ma ci sono anche il campo dei pini, il cantiere di via Genova, piazza Menconi...
Marina di Carrara. Una segnalazione di inconveniente igienico-sanitario e ambientale al Comune di Carrara e all'Asl Toscana Nord Ovest sulla zona dell'ex hotel Mediterraneo. A protocollarla è stata l'associazione ChiAma Carrara che parte dall'area dell'ex struttura alberghiera nella lista di ciò che non va sul litorale marinello in piena estate.
Quasi un “degrado tour”, da Marina di Carrara fa arrivare una cartolina a più fotografie: dall'ex Mediterraneo ai cantieri sparsi, tra cui spicca l'ultimo di via Genova, passando per piazza Menconi e il campo dei pini oggetto di un recente flash-mob sul suo abbandono. «Un biglietto da visita per turisti e residenti», spiegano Lara Benfatto e Sirio Genovesi che cominciano così dall'ex hotel: «È il caso più eclatante – fanno notare – raso al suolo nel 2008 e oggetto di diversi progetti e di scontri tra la società proprietaria Porto di Carrara Spa di Enrico Bogazzi e il Comune. L’area si trova notoriamente da anni in uno stato di degrado e abbandono che peggiora sempre più. La vegetazione cresce a dismisura e si è addirittura formato un vero e proprio grosso stagno artificiale a causa dell’accumulo di acqua piovana in corrispondenza della discesa che dal livello strada porta al sotterraneo». Uno stagno con tanto di rane e gracidii notturni, ma anche «zanzare, insetti, roditori», per una questione che diventa ancora più cruciale se pensiamo alla «collocazione geografica: una località con alta densità di popolazione e con limitrofi esercizi commerciali, spazi e uffici frequentati», rimarcano i due. Ed è per questo che ChiAma Carrara «ha voluto aprire l’apposita procedura per la segnalazione di inconveniente igienico-sanitario e ambientale al Comune e all’Asl, protocollata il 13 luglio e alla quale non è stato dato alcun riscontro».
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La segnalazione va a fare il paio con una serie di domande senza risposta, rebus attorno al tema che dall'associazione spediscono direttamente verso Palazzo civico: «Che fine ha fatto la fideiussione di 800 mila euro incassata dal Comune e finalizzata alla riqualificazione della pineta e del giardino storico? Quali sono le intenzioni dell’amministrazione sul suo utilizzo? – si chiedono – c'è un atto notarile del 1939, in cui il Comune, allora di Apuania, cedeva gratuitamente la proprietà dell’area alla Compagnia Lavoratori Portuali per costruirvi la Casa del Portuale, con la condizione che, in caso di cambio di destinazione d’uso dell’area, il proprietario avrebbe dovuto pagare al Comune il giusto prezzo risultante da una perizia giurata. Nel 2014 (determinazione numero 28, settore demanio, ndr) tale giusto prezzo è stato quantificato dall’Agenzia del Territorio in 1,7 milioni di euro. Qual è lo stato del contenzioso relativo al pagamento dell’area da parte della Porto di Carrara Spa al Comune?».
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Contenziosi, segnalazioni, cantieri fermi e altri destinati a “ridisegnare” Marina ancora per un po': «Quanto durerà il cantiere in via Genova? Abbiamo segnalato la pericolosità dell'area più volte, prima del grave incidente. Questo è sicuramente il caso più recente, ma ci sono tante situazioni che da anni rendono Marina preda del degrado e dell’incuria: campo dei pini, piazza Menconi e via del Commercio, per restare in quella zona che avrebbe grandi potenzialità». —
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