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Strappata la tela d’artista “C.v.t.a.d” di Ilaria Bertagnini
/ CARRARA
Strappata l'opera C.v.t.a.d dell'artista Adrastea - Ilaria Bertagnini, il lenzuolo - installazione che sventolava dal terrazzo di palazzo Binelli in occasione della Carrara White Downtown. Gli organizzatori hanno chiesto di acquisire i filmati delle telecamere per capire se a danneggiare l'opera siano stati dei vandali, o uno dei camion che transitano da via Verdi in occasione del mercato settimanale del lunedì. Poco cambia per l'artista e insegnante dell'arte del liceo scientifico, Ilaria Bertagnini in arte Adrastea, che dopo aver visto la sua opera martoriata si dice "sconvolta". Parliamo di un piccolo lavoro di alta sartoria che le è costato sei mesi di duro lavoro, notti insonni e svariate punture d'ago alle dita. L'installazione era stata ricavata cucendo a mano su un vecchio lenzuolo della nonna quattromila lettere, che nascondevano una frase enigmatica. Cvtad per l'appunto, acronimo di "come vuoi tu a dio". Frase nascosta all'interno della figura, la venere paleolitica ricavata dal calco della stessa Adrastea, che doveva significare il suo legame con la natura, l'universo, una ricerca di se stessi attraverso il lavoro. "Una sorta di rituale - dice Ilaria - per sorvegliare le coscienze, ma anche una simbologia legata alla rivalutazione della donna e dei suoi diritti, al conflitto tra anima e corpo". Un'installazione che aveva resistito anche al brutto tempo di qualche giorno fa, ma che nella notte tra domenica e lunedì è stata quasi completamente distrutta: "sono sconvolta - dice Ilaria- a dirmi che Cvtad era stata strappata è stata mia madre. Io non sono ancora riuscita ad andarla a vedere di persona. Spero che le telecamere abbiano registrato tutto, ma soprattutto mi auguro che non sia stato un atto vandalico indirizzato a me, ma un incidente, che un camion abbia strappato incidentalmente la tela.Mi auguro che sia vera l'ipotesi dell'incidente, anche se questo non allevia il dolore che sento, non riesco neppure a piangere. Penso solo ai mesi che mi ci sono voluti per crearla, alle notti insonni, agli aghi impiantati nelle dita e agli occhi che lacrimavano e bruciavano». Anche secondo Emma Castè, patron della performance artistica uni#città creata proprio per White Carrara Downtown, con tutta probabilità si è trattato di un incidente: "non credo che questo strappo sia stato voluto». —
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