Il Tirreno

sarzana 

Evasione: villa sequestrata al titolare del bar Glamour

c.f.
Evasione: villa sequestrata al titolare del bar Glamour

L’imprenditore è accusato di non avere pagato le imposte per 150mila euro e di avere ceduto in modo fittizio la sua casa di lusso a Fosdinovo all’anziana madre 

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fosdinovo

Per dieci anni non ha pagato le tasse. Poi, quando le Fiamme gialle hanno messo gli occhi sulla su attività, ha pensato bene di cedere la sua villa nel verde delle colline di Fosdinovo alla anziana madre. Per scongiurare eventuali sequestri da parte dell’autorità. Un escamotage risultato inutile,che ha anzi peggiorato la posizione dell’indagato. È questo il quadro ricostrruito dai finanzieri del comando provinciale di La Spezia hanno sottoposto a sequestro un immobile di pregio sito all’interno del comune di Fosdinovo, in esecuzione di un decreto di sequestro preventivo emesso dal Tribunale di Massa.

Tutto è partito da un controllo incrociato che le Fiamme Gialle spezzine hanno effettuato sulla posizione economico-finanziaria del Glamour, un noto bar situato in pieno centro storico a Sarzana, popolare luogo di ritrovo e noto alla movida locale. A insospettire i finanziari, il fatto che il locale fosse stato messo in liquidazione volontaria. L’attività commerciale – secondo gli accertamenti della Gdf – , nonostante i solidi ricavi ottenuti, aveva diversi debiti nei confronti dell’Erario in quanto il titolare, Marco Sturli, sin dal 2010, non aveva mai versato le imposte dovute, accumulando debiti rimasti sempre insoluti. Gli investigatori hanno quantificato prima l’ammontare dei crediti vantati dallo Stato, pari a circa 150 mila Euro, e successivamente hanno accertato che il titolare del bar, prima di procedere strumentalmente alla liquidazione volontaria dell’attività commerciale, aveva fatto anche un’altra operazine ritenuta sospetta e non lecita: aveva ceduto una villa di sua proprietà all’anziana madre preservandone però il diritto di abitazione. Una vendita fatta, dicono gli inquirenti, al solo scopo di rendere non aggredibile il suo patrimonio.

Così facendo però “l’ingegnoso contribuente”, oltre a rispondere di evasione fiscale, si è reso responsabile anche del reato di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. Infatti, dagli accertamenti bancari svolti e dall’analisi specifica dell’atto di compravendita, i Finanzieri hanno chiaramente smascherato il fittizio e strumentale atto di cessione immobiliare. Al termine dell’indagine, esaminati tutti gli elementi raccolti dalla Gdf, lal sostituto procuratore Roberta Moramaco, condividendo la tesi della polizia giudiziaria, ha richiesto e ottenuto dal Gip Dario Berrino il sequestro preventivo che, una volta eseguito, è stato anche confermato dal rigetto dell’istanza di dissequestro in sede di riesame. —



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