La musica sperimentale di Gabriele Gasparotti e del collettivo Muga
carrara
L'artista apuano Gabriele Gasparotti, specializzato nella produzione di musica elettroacustica composta con strumentazione analogica, firma una nuova opera tecnologica: “Una fragile pausa nel movimento, il suo nuovo video documento sperimentale dedicato a "Istantanee volume 1".
Si tratta di una produzione firmata "Il Dio selvaggio" che si è già imposta come disco rivelazione nel panorama della musica sperimentale underground. Oltre a Gasparotti firma la regia di questa nuova composizione il film maker giapponese Mochizuki Kiwi Kumiko. In sostanza si tratta di un video - documento che contiene registrazioni inedite dal vivo e in studio e una breve intervista allo stesso Gasparotti, più alcune riprese del "Muga Muchu Morphing Theater", il progetto collettivo e multimediale con il quale Gasparotti realizza le sue surreali performance. Come per esempio "La Nascita di Zelda" presentato nella selezione "Il futuro del corto d'autore" nel corso della 76esima mostra internazionale di Venezia. Al video - documento hanno lavorato anche Benedetta Dazzi, Mochizuki Hikari, Mochizuki Kumiko, Nicola Caleo, Alessandra Santi e Ursula Barton, e il collettivo del Muga formato da Benedetta Dazzi, Carole Dazzi, Veronica Mantelli, Emanuele Gasparotti.
«Queste composizioni che ho voluto definire istantanee - spiega l'autore - sono state realizzate con materiali sonori ottenuti da studi sperimentali sulle capacità espressive dello strumento, organizzati in una costruzione formale che tenesse conto delle particolarità ritmiche e armoniche del materiale stesso. Per conservare la spontaneità dell’idea musicale ogni istantanea è stata registrata su nastro imitando la tecnica fotografica analogica in cui una volta impressi su pellicola gli elementi compositivi non è possibile alterarli se non con l’utilizzo di filtri e maschere sulla luce. In altre parole non pretendono di rinviare ad altra realtà che quella che sta incisa su nastro e che nello stesso momento in cui verrà percepita dalla psiche dell'ascoltatore assumerà i colori dei suoi fantasmi e le ombre delle sue pieghe diventando una visione parziale e orientata, venendo addossata di un significato che in origine non aveva, nello stesso modo per cui le nostre azioni, pur venendo fraintese assumono un determinato significato che finisce per rappresentarci nell'altro ». —a.p.
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