Rientra lo sciopero dei lavoratori Apuani del Cup. Ma l’incontro con Cns «non è andato bene»
Gli sportelli riaprono stamani, venerdì 17 luglio. Le incertezze per i 108 dipendenti restano. Martedì 21 nuovo faccia a faccia su contratti e salari
Massa-Carrara. Lo sciopero è sospeso ma non revocato, resta lo stato di agitazione in corso ormai da settimane. Significa che stamani, venerdì 17 luglio, i 108 lavoratori Apuani del Cup rientreranno in servizio, ma in qualsiasi momento «possono essere riattivate iniziative di protesta se non ci saranno risposte sufficienti da Estar, Asl e Cns», dice Enzo Mastorci della Cisl. C’è poco ancora da stare sereni, anche perché l’incontro di giovedì 16 (durato due ore e mezzo) tra i sindacati e il Consorzio nazionale servizi che ha vinto l’appalto Cup lungo 3 anni per le tre Aslone toscane (circa 800 donne e uomini interessati), «non è andato affatto bene». Ancora Mastorci: «Cns è rigido su tutto: sul passaggio da un contratto multiservizi (una specificità dei lavoratori di Massa-Carrara, ndr) a un contratto del terziario, sull’orario supplementare pari al 30% del monte ore non contrattualizzato (la maggior parte delle persone ha un part time che non permette di maturare tredicesima e Tfr, ndr), sulla stabilizzazione dei precari, sul livello di inquadramento».
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Insomma, non c’è una questione risolta: è per questo che martedì 21 luglio alle 10 Cgil, Cisl e Uil incontreranno di nuovo il Consorzio ed Estar per un’analisi di dettaglio su contratti e salari, mentre è stato rimandato ai giorni seguenti il faccia a faccia con l’Asl Toscana Nord Ovest. «Vedremo martedì se ci saranno le condizioni per sottoscrivere o meno l’accordo di cambio appalto - dice Sebastiano Salaro della Filcams Cgil - saranno determinanti le risposte concrete e non più le intenzioni degli attori protagonisti di queste trattative. Le nostre posizioni sono ormai note e quindi pensiamo che, chi siederà a quel tavolo, sappia darci le risposte che permettano ai lavoratori e lavoratrici di non vedere erosi i propri diritti e il proprio salario. Se non sarà così continueremo a mobilitarci». Così Angelo Lieti, della Uil: «Qui il committente è pubblico, dunque c’è anche una questione etica. Il tavolo è aperto, è necessario mettere a punto un accordo quadro a tutela dei lavoratori. È bene chiarire che lo sciopero potrebbe tornare da un momento all’altro».
Il rientro in servizio dopo una settimana a braccia conserte è dovuto anche all’impegno della Regione Toscana, che si è sbilanciata nell’assicurare l’approvazione di una legge ad hoc che possa aprire due scenari per il futuro dei Centri unici prenotazione: la completa internalizzazione del servizio nell’organico delle tre aziende sanitarie, o la creazione di una società di scopo “in house”, misto pubblico-privata. Secondo Mastorci, questa ultima soluzione sarebbe «la più semplice e rapida: la Regione farebbe una scatola vuota che entrerebbe in servizio tra tre anni, alla scadenza dell’appalto di Cns». «Ma si tratta di una questione che ha un ampio arco temporale», sottolinea Salaro. La legge dovrebbe essere approvata entro il 3 agosto, dopo la Regione andrà ad elezioni e non potrà più legiferare. Nell’immediato, la partita da vincere è con Cns. —
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