Mostra multimediale sul caso Farmoplant «Chiediamo risposte sulle bonifiche»
L’esposizione domani alle 21 al parco della Rinchiostra a cura del fotografo Marco Buratti, promossa da Muraperte
massa
Domani alle 21 al parco della Rinchiostra a Massa si terrà una mostra multimediale del fotografo Marco Buratti che rievoca il disastro avvenuto nella zona industriale Apuana il 17 luglio 1988, quando avvenne lo scoppio di una cisterna contenente Rogor nello stabilimento Farmoplant, «non fu che la goccia di un vaso nel quale rumianca, fibronit, italian coke, per citare gli esempi più eclatanti, traboccavano sistematicamente veleni», scrive l’associazione Muraperte, che organizza l’esposizione a cui aderiscono Isde (associazione Medici per l’Ambiente di Massa-Carrara), Legambiente Carrara, Archivio Germinal, ADiC-Associazione per i Diritti dei Cittadini, Fridays For Future-Carrara, Comitato Acqua alla Gola Massa.
L’iniziativa ha l’obiettivo di tenere alta l’attenzione sulle tematiche ambientali e per chiedere risposte alle istituzioni sullo stato relativo a stanziamenti, bonifiche e progettualità. Il percorso della mostra immerge lo spettatore in un reticolo temporale tra passato e presente in cui materiale d’archivio come locandine, foto storiche, surreali spot pubblicitari confezionati dalla Edison Montecatini si intrecciano ad immagini attuali corredate da video interviste rilasciate dagli abitanti di Avenza e di Alteta. L’obiettivo del fotografo non è quello di raccontare la storia ufficiale ma di dare la voce a chi l’ha vissuta da vicino, in prima persona.
Scrive ancora Muraperte: «L’evento è curato da associazione Muraperte e raccoglie l’adesione di numerosi enti del territorio che da anni si battono per la tutela ambientale e per portare a compimento gli interventi di bonifica. Gli organizzatori sostengono che la mostra non si limiti ad essere un’amara rievocazione di quel dramma, della scia di morti postdatate nel tempo, della miope e prevedibile decadenza del fenomeno industriale, ma è un’occasione per chiedere alla politica di agire con coraggio e senso di responsabilità mettendo in opera il progetto di bonifica che il territorio di Massa-Carrara aspetta da oltre 30 anni». Ricordiamo che la nostra provincia è uno dei 57 Siti di interesse nazionale per contaminazione ambientale, «i cittadini di queste aree sono esposti ad un alto rischio socio sanitario, a causa dell’elevato livello di sostanze altamente inquinanti. L’allarmante situazione è dovuta principalmente all'insediamento nell'immediato dopoguerra di industrie chimiche per la produzione di pesticidi, ferro-leghe, cemento e amianto, che in assenza di stringenti normative in materia di smaltimento di rifiuti e il beneplacito di amministratori locali e sindacati hanno depauperato il territorio sversando veleni nelle falde e omettendo i necessari controlli agli impianti che poi furono causa dei numerosi incidenti avvenuti nel corso degli anni». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
