Torna l’alga “tossica” sulle spiagge massesi
L’Arpat rileva concentrazioni di Ostreopsis centinaia di volte sopra la soglia su tutto il litorale, si salva solo la zona campeggi
massa
Torna l'Ostreopsis ovata, la temibile alga “tossica” che ormai da anni prolifera nelle acque del mare massese, creando qualche problema a turisti e bagnanti. Insomma, non c’è pace per il litorale massese: dopo i divieti di balneazione dovuti alla presenza di Escherichia Coli, qualche giorno fa Arpat pubblicava i risultati favorevoli dei campionamenti che ogni mese conduce per verificare la balneabilità. E tutto faceva pensare che almeno per questo mese non ci sarebbero stati problemi; ma non avevamo fatto i conti con questo «cliente fisso» che ogni estate infesta il nostro mare. Poco dopo quelle rilevazioni ne sono state fatte altre per verificare la presenza dell’alga in questione, ed in questo caso sono stati registrati parametri decisamente fuori dalla norma. Per rendere l’idea, le linee guida ministeriali prevedono una soglia massima pari a 10.000 cell/L nella colonna d’acqua, e come criterio generale sono state individuate come stazioni di monitoraggio i punti che nel recente passato hanno sforato questo limite. A Marina di Massa le stazioni sono in quattro zone: Campeggi, Ricortola, Marina di Massa Ponente, Marina di Massa Centro. Fatta eccezione per la prima, che si attesta su 4.000 cell/L, e quindi sotto la soglia, tutte le altre tre eccedono di gran lunga il limite massimo: Ricortola, 326.000 cell/L; Marina di Massa Ponente, 392.000 cell/L; Marina di Massa Centro, 269.600 cell/L. Tutti i dati portano la data del 9 luglio.
Inevitabilmente, il Comune di Massa ha dovuto comunicare i risultati delle analisi ed i rischi collegati. Nessun divieto, ma chiari avvertimenti: «Concentrazioni critiche di queste fioriture algali possono indurre uno stato morboso nell’uomo caratterizzato da dolori muscolari e articolari, dermatite, congiuntivite, febbre, rinorrea e tosse. Eventuali problemi per la salute umana, sempre di lieve entità, compaiono rapidamente (2-6 ore dall’esposizione) e si risolvono altrettanto rapidamente (entro le 24 ore) senza ulteriori conseguenze», spiega il Comune.
L’intensità della sintomatologia non dipende dai bagni in mare ma è correlata alla durata dell’esposizione all’aerosol pertanto è consigliabile, nei periodi di fioritura critica, ridurre la frequentazione dei tratti di arenile interessati». I controlli sono iniziati il 16 giugno e proseguiranno fino a settembre e prevedono sull’acqua anche la rilevazione di alcuni parametri chimico-fisici (temperatura e ossigeno disciolto). —i.v.
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