Il Tirreno

l’intervento dell’ambientalista florida nicolai 

«Il taglio dei pini fu illegale Ora sentiremo l’agronomo»

luca santoni
«Il taglio dei pini fu illegale Ora sentiremo l’agronomo»

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carrara

Ad un anno di distanza dall’abbattimento dei pini sul viale Colombo di Marina di Carrara, l'ambientalista e socia Grig Florida Nicolai torna sull'argomento in seguito alla notizia della nomina, da parte dell’Amministrazione, di un agronomo che dovrà valutare la stabilità dei pini presenti sulla salita di San Ceccardo a Carrara, e in via Giovan Pietro ad Avenza, prima di procedere ad un loro eventuale abbattimento.

«Oggi, come allora – scrive Nicolai - avverto una sensazione di solitudine, di fragilità e vulnerabilità del cittadino allorché, credo legittimamente, cerca di ottenere almeno spiegazioni oneste e trasparenti sull’operato di chi amministra e governa. Un anno fa non sono state fornite risposte e chiarimenti neppure a interrogazioni ufficiali, come quelle presentate nei Consigli Comunali. In compenso, abbiamo assistito a diversi casi di dis-comunicazione. Tra questi, che il taglio dei pini fosse “giustificato” per motivi di insicurezza e instabilità delle piante, ma sapevamo che solo una perizia agronomica poteva stabilire ciò, perizia che non c’è mai stata e della cui obbligatorietà, all’epoca, l’Amministrazione non era a conoscenza. Mi fa piacere, dunque, che l’Amministrazione abbia imparato qualcosa, sia pure con il sacrificio dei nostri pini».

«Il manto del marciapiede di Marina – prosegue Nicolai - al cui rifacimento rinviava esplicitamente il progetto approvato, seppure appena ultimato, già si esibisce in uno stato penoso, con macchie di varia dimensione e origine il cui effetto è una sgradevole sensazione di sporco e di incuria. Le irregolarità nella posa in opera determinano ristagni di acqua nei giorni di pioggia. Scivoli, all’ingresso di alcune abitazioni, creano una pericolosa discontinuità. Completa il quadro del grossolano intervento l’inaccessibilità, soprattutto per disabili e anziani, della fermata dell’autobus».

«Avevo ragione un anno fa – conclude Nicolai - quando sostenevo l’obbligatorietà di una valutazione agronomica per poter definire instabili i pini. Credo di avere ragione anche a continuare a sostenere l’illegalità del progetto, privo della opportuna autorizzazione paesaggistica. Non c’è un comportamento uniforme da parte degli organi statali preposti alla tutela paesaggistica». —

luca santoni

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