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Lavoratori Cup, spiragli dalla Regione. Ma lo sciopero prosegue
Da Firenze l’ipotesi di approvare una legge ad hoc entro fine luglio. Giovedì è convocata l’assemblea degli operatori
MASSA. L’incontro a Firenze c’è stato. E nonostante da quell’incontro non siano arrivate - non ancora - risposte certe e definitive, il confronto tra le segreterie regionali dei sindacati e la Regione ha delineato ipotesi importanti. Prima fra tutte quella di una legge ad hoc per avviare un percorso di internalizzazione di lavoratrici e lavoratori dei Cup. Incontro, quello fiorentino, su cui gli operatori e i sindacati faranno il punto giovedì, in assemblea. Nell’attesa, questa mattina la protesta prosegue: al vaglio, infatti, c’è la revoca dello sciopero da domani per poi concentrarsi in sede di assemblea sui contenuti emersi a Firenze, in particolare sulla possibilità dell’internalizzazione.
Sì perchè i piani della vertenza Cup sono due e se, da una parte, c’ è la richiesta degli operatori di essere assunti da Asl, internalizzati appunto, dall’altro c’è la partita della nuova gestione del servizio da parte di Cns che ha vinto il bando e che dovrebbe “prendere in mano” i Cup dal primo di agosto. A Cns, infatti, i sindacati - come ricorda Sebastiano Salaro(Filcams Cgil) - hanno chiesto di applicare il contratto del terziario e dei servizi e non quello delle coop o multiservizi, ma su questo - spiegano i sindacati - Cns non si è detto disponibile.
L’incontro di ieri in Regione non riguardava, dicevamo, contratti e inquadramento, ma la possibilità di avviare un percorso per l’assunzione degli operatori da parte di Asl.
«A Firenze - fa il punto Enzo Mastorci, segretario Cisl Fp - alle segreterie regionali dei confederali sono state delineate due ipotesi. La prima, sul modello dell’Asl centro, prevede il passaggio da una fase di lavoro interinale. L’altra soluzione, sul modello emiliano, valuta invece la possibilità di creare una società in house che gestisca il servizio Cup». Ipotesi, la prima, che contempla l’approvazione di una legge regionale per il riconoscimento del profilo di lavoratori e lavoratrici e l’attivazione di contratti interinali. Legge che dovrà arrvare entro il 31 luglio perchè dopo quella data, elezioni regionali alle porte, il consiglio potrà sbrigare solo l’ordinaria amministrazione.
Percorsi e soluzioni di cui si dovranno definire tempi di attivazione e percorsi giuridici perché il servizio Cup è stato assegnato con bando e vinto da Cns per la gestione triennale. Avviare un percorso di internalizzazione in Asl adesso significherebbe ridisegnare i rapporti con il soggetto cui il servizio è stato affidato. Rimane da capire, quindi , seil percorso di internalizzazione scatterebbe dal 2022, a scadenza del contratto di gestione. Tempi a parte, la legge rappresenterebbe comunque un punto fermo.
Partita parecchio complessa, peraltro in una fase delicata, con le elezioni regionali imminenti. Senza dimenticare che il primo agosto, data del passaggio di consegne al nuovo soggetto che gestirà il servizio Cup, è davvero vicino e in ballo c’è l’inquadramento contrattuale. Gli operatori chiedono un livello che dia riconoscimento al loro lavoro e ad un servizio che è, a tutti gli effetti, biglietto da visita dell’azienda sanitaria. Chiedono anche che sia garantito loro un numero di ore di lavoro tale da tutelare l’attuale stipendio. A fronte delle ore previste da Asl, infatti, molti di loro fanno orario supplementare. Se adesso, si tornasse al monte ore minimo, gli stipendi subirebbero drastiche riduzioni. Riduzioni pesanti per chi ha un contratto multisevizi e alle spalle anni, a volte 20, di precariato.
La battaglia dei lavoratori prosegue quindi e ieri non è scattata la revoca dello sciopero che dovrebbe arrivare oggi per domani. Giovedì in assemblea, la decisione sulle prossime iniziative. —
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