Il presidio
Girandola di gestioni, perdite, cedimenti poi il blocco dovuto all’emergenza Covid
La vita difficile dell’impianto comunale di viale Roma Le vasche e gli spogliatoi hanno bisogno di una completa ristrutturazione
massa
Nella piscina comunale di Massa ci sono state spesso “acque agitate”. Il recente passato è stato abbastanza burrascoso, e non serve andare troppo indietro con il tempo per capirlo. Negli ultimi dieci anni si sono susseguiti tre diversi gestori: prima la cooperativa Il Delfino, che è stata in carica fino al 2011, dopo 18 anni; la tanto discussa Butterfly Srl, in carica fino al 2014, la cui gestione venne conclusa anzitempo per tutta una serie di polemiche, inadempienze e critiche da più parti. A gestire l’impianto massese, che è uno dei pochi in tutta Italia a vantare una piscina olimpionica da 50 metri all’aperto, è arrivata infine, la Sport Management SpA, che è stata in carica dal 2015 fino a questo marzo. Nel mezzo, due chiusure: la prima scattò nell’estate del 2011, quando venne riscontrato un possibile cedimento della vasca interna. Al tempo si prospettava una conclusione dei lavori nel novembre seguente, ma vennero terminati solo nel febbraio 2012. La seconda chiusura risale all’arrivo dell’ultima società, e fu necessaria per le opere di restyling.
E in tutto questo tempo, però i problemi per l’impianto di viale Roma sono stati diversi: infiltrazioni e perdite d’acqua, problemi alla caldaia, vasche, docce e spogliatoi freddi. Molti di questi interventi verranno recuperati dal prossimo gestore, visto che la Sport Management nel maggio del 2019 non ha rinnovato il contratto, che è stato prima prorogato fino al 31 dicembre, e poi fino al 31 marzo 2020. Nel corso di quest’ultimo lasso di tempo c’è stato il Covid, che ha chiuso fino a data da destinarsi la piscina; ed all'orizzonte non si intravede una riapertura imminente.
Adesso non resta che trovare una società disposta a prendersi l'onore di una ristrutturazione completa. —i.z.
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