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Dalle lezioni on-line agli allenamenti: riecco la scherma
carrara
Gruppi più corposi, non solo esercizi individuali, ma soprattutto il suono della stoccata che fa rima con il graduale ritorno verso la quotidianità, quella pre-Covid, sempre tra norme e disposizioni. Dopo l'ultima ordinanza regionale di venerdì scorso con al centro l'apertura agli sport di contatto, dal Club scherma Apuano di Marina di Carrara raccontano «la lenta ripresa verso la normalità», con il ritorno dall'inizio di questa settimana ad allenamenti con gruppi più numerosi di atleti e con il nuovo testo nel quale sono state rimodulate le distanze (dimezzate, di fatto, rispetto alla normativa precedente). «Abbiamo sempre cercato di non smettere con l'attività, anche durante il periodo di lockdown: mandando video ai ragazzi per allenarsi autonomamente, facendo lezioni insieme in video chiamata; questo per tener vive l'attenzione e la partecipazione, più che per l'aspetto esclusivamente atletico», ci spiega il responsabile tecnico e maestro Davide Lazzaroni. Dopodiché, a suon di protocolli, una prima ripresa a maggio in palestra: «Sì, ma senza attività vera e propria; fatta principalmente di preparazione fisica, allenamenti individuali sulla tecnica, con la condizione dei 9 metri quadrati a testa, per atleta, per le distanze. Tradotto: al massimo 5 persone in palestra in un'ora e un'altra ora passata per la sanificazione», continua il maestro Lazzaroni. Sanificazione, spazi ridotti, tempistiche duplicate, poi da venerdì scorso l'ok che arriva dalla Regione Toscana. «Da lunedì – racconta – siamo in gruppi maggiori, la metratura è passata a 4 metri e adesso è ripartita anche l'attività per coppie con attrezzatura. Parliamo di una ripresa lenta: ci vorrà tempo per tornare alla normalità, ma cerchiamo di provarci». Niente spiaggia quest'anno, come era consuetudine del gruppo, gli allenamenti all'aperto si svolgono in pineta: una sessantina ai nastri di partenza; tutti, tranne i più piccoli dell'attività ludico-motoria. «Come maestri durante il lockdown abbiamo cercato comunque di portare avanti un progetto. Il periodo ci ha permesso di fare il punto della situazione e di farci concentrare su alcuni aspetti che prima erano passati in secondo piano – conclude il responsabile –. Per gli atleti la voglia di riprendere era davvero tanta; molti sono in una fase di crescita importante. C'è stata richiesta ed è sinonimo di una voglia di normalità, di un ritorno alla vita sportiva e stiamo infatti organizzando il nostro Camp di Canazei».
—l.b.
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