Caso Dentix, «avanti con la messa in mora per riavere i soldi»
La posizione di Adoc Alta Toscana: unica strada percorribile per procedere alla risoluzione dei contratti di finanziamento
Massa-Carrara. «Adoc Alta Toscana rimane ferma nella posizione assunta sin dalle prime ore, ovvero considerare inadempiente Dentix Italia Srl attraverso una messa in mora che è già stata inviata in nome e per conto dei propri iscritti e, di conseguenza, procedere con la risoluzione dei contratti di finanziamento collegati alle prestazioni dentistiche secondo quanto riconosciuto dal Testo unico bancario». È dunque questa la strada che continua a seguire l’associazione dei consumatori collegata alla Uil.
Che spiega: «Questo tipo di tutela, con buona pace delle fantomatiche class action invocate dai più, è ad oggi l’unica strada percorribile anche alla luce di quanto immediatamente individuato da Adoc nell’assetto societario di Dentix». Ovvero che la proprietà di Dentix Italia appartiene al socio unico Dentix Health Netherlands B.V. (società olandese), e che sulle quote di Dentix Italia Srl detenute dalla società olandese, «risultasse costituito pegno a favore di molte altre società a fronte di un capitale sociale piuttosto esiguo che difficilmente consentirà di soddisfare i creditori». «Ciò significa che chi ha sottoscritto un finanziamento, si trova in una situazione potenzialmente migliore rispetto a chi, purtroppo, ha versato interamente e in anticipo il prezzo per le prestazioni mediche - sottolinea Adoc Alta Toscana - tale credito dovrà infatti insinuarsi all’interno della procedura concorsuale, scontando tempi e modalità tutte ancora da chiarire».
L’associazione dei consumatori spiega che il 25 giugno Dentix Italia ha chiesto l’apertura della procedura di Concordato preventivo, con tempi lunghi per poter presentare un eventuale piano di risanamento che andrà vagliato dal Tribunale, «i tempi richiesti sono di 120 giorni, prorogabili di altri 60. Ad oggi non è chiaro come Dentix intenda ripianare le perdite e se e quando potrà riaprire le cliniche. È chiaro che i consumatori, in attesa da mesi di avere cure dentistiche non più procrastinabili, non potranno attendere ulteriormente i tempi biblici di una procedura concorsuale».
«Numerosi pazienti si trovano da marzo privi di dentatura perché in attesa di terminare interventi di implantologia - conclude Adoc - a questi 4 mesi dovranno aggiungersi altri mesi prima che l’attività delle cliniche possa, e non è detto, riprendere. Nel frattempo i consumatori hanno tutto il diritto di potersi rivolgere ad altri professionisti per ottenere le cure». —
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