Il Tirreno

Pontremoli, la Procura non si fida dei rilievi effettuati. E il ponte Zambeccari resta chiuso anche ai pedoni

Riccardo Sordi
Il ponte Zambeccari sotto sequestro e transennato
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Il ponte Zambeccari sotto sequestro e transennato

Nonostante le analisi e la richiesta del sindaco di procedere al dissequestro parziale, la struttura rimane transennata

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Pontremoli. Niente da fare, per ora il ponte Zambeccari continua a restare chiuso al traffico, passeggio dei pedoni compreso. Il tutto in attesa della conclusione delle verifiche tutt’ora in corso e che dovrebbero terminare a breve.

È stata infatti rigettata l'istanza presentata dalla sindaca di Pontremoli, Lucia Baracchini, al tribunale di Massa in cui veniva richiesto di permettere il dissequestro parziale del ponte. In particolare dell'area centrale che, secondo i primi, parziali dati della perizia della ditta Vega, ancora in atto, non presenterebbe particolari criticità. E facendosi forza su questi dati, la prima cittadina aveva chiesto di aprire al passaggio una breve fascia di strada, proprio nel centro del ponte, tanto da permettere il transito alle persone a piedi. Una richiesta che del resto si stava alzando a gran voce da parte di tanti commercianti del centro storico, che dopo il lockdown avevano visto diminuire il passaggio nei loro esercizi commerciali anche per le problematiche nel traffico causato dalla chiusura del ponte, che collega la parte del centro storico con il Verdeno.

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Ma tutto questo non ha convinto il tribunale di Massa, che ha deciso di opporsi al parziale dissequestro della struttura in quanto, si legge nell'ordinanza firmata dal giudice Marta Baldasseroni, «permangono i presupposti che hanno giustificato l'emissione della misura cautelare reale».

Infatti, sebbene la ditta abbia anticipato alcune valutazione di carattere generale e qualitativo «non rilevando elementi criticità tali da generare incompatibilità con un transito esclusivamente pedonale», di tutt'altro avviso risultano le osservazioni formulate dal consulente tecnico del Pubblico ministero, l'ingegnere Sossio Del Prete, «il quale ha evidenziato che, in realtà, i risultati delle prove eseguite sui materiali appaiono poco plausibili per un calcestruzzo confezionato nel 1914 e corrispondenti invece a conglomerati cementizi contemporanei da cemento armato precompresso, nonché, molto elevati e anomali, ben oltre quanto fosse possibile ipotizzare prima dell'esecuzione delle prove, tenuto conto della tecnologia impiegata all'epoca e delle dosature dei componenti di calcestruzzo, di tal che vi è la necessità di una valutazione e conferma dei predetti risultati, al fine di scongiurare la possibilità che durante le operazioni di prelievo e prova possano essere intervenuti errori sistemici tali da determinare l'inattendibilità degli esiti delle prove stesse».

Insomma c'è il dubbio che le prime analisi effettuate dalla ditta Vega, non abbiamo interessato la parte originale del ponte del 1914, ma qualche blocco di calcestruzzo di epoca successiva, magari di un vecchio lavoro di manutenzione. Tanto che secondo il consulente tecnico della Procura di Massa, «i risultati delle prove eseguite sui materiali introducono più elementi di dubbio che di certezza sulle caratteristiche dei materiali e, conseguentemente, sulla valutazione generale dello stato di salute del ponte Zambeccari». E quindi bisognerà attendere la conclusione delle indagini della ditta Vega per sapere con chiarezza quale è lo stato di salute della struttura e quando il ponte Zambeccari, dopo opportuni lavori di messa in sicurezza, possa riaprire al transito di uomini e mezzi. —

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