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Duecento pagine di foto per raccontare la libertà
il libro sulla resistenza da pontremoli a zeri
lunigiana
Da Pontremoli a Zeri, un percorso lungo 80 tappe sui sentieri della Resistenza: è “Pietre di Liberà”, il libro pubblicato recentemente dalle sezioni Anpi di Pontremoli e di Zeri con l’Istituto Storico della Resistenza Apuana per riscoprire e conoscere cippi, lapidi e monumenti eretti a partire dall’immediato dopoguerra in questi due territori dove la presenza delle formazioni partigiane fu fortissima e la lotta di Liberazione dal nazifascismo più lunga, dura e cruenta.
Il volume - 200 pagine, con altrettante fotografie, curato da Paolo Bissoli, Mauro Malachina, Raffaello Nadotti, Caterina Rapetti, Vanessa Valenti con contributi di Angelo Angella e Anna Rapetti - vuole essere un vero e proprio “scrigno della memoria” ed è il frutto di un lavoro durato più di due anni e fatto di ricerche “sul campo” e di consultazione della pubblicistica esistente così da proporre, per ciascuna “pietra” la storia che la stessa custodisce. Storie che risalgono ai venti mesi fra il settembre 1943 e l’aprile 1945, spesso poco note, a volte quasi dimenticate, che quasi sempre vedono protagonisti giovani partigiani caduti per quell’ideale di libertà che “per non chinare la testa” li aveva spinti a “prendere la strada dei monti”. Ma la ricerca non si è fermata qui, si è spinta oltre e il libro propone, riuniti insieme e integrati con nomi dimenticati, gli elenchi delle vittime di quegli anni: partigiani, civili, militari italiani caduti in maggioranza sui fronti russo, greco o albanese, militari alleati morti qui durante missioni in territorio occupato. Un’impresa non facile, ma ora quelle centinaia di nomi incisi sulle “Pietre di Libertà” tornano ad essere persone e offrono lo spunto per un approfondimento e, magari, un’escursione su quei sentieri dove, anche e soprattutto a Pontremoli e a Zeri, “è nata la nostra Costituzione” come ebbe modo di dire Piero Calamandrei.
Impossibile riassumere le tante storie, quasi sempre drammatiche, che il libro svela o riporta alla memoria. Dalle prime vittime: due paracadutisti inglesi fucilati nei pressi del Passo della Cisa all’inizio di ottobre del 1943; fino a cinque partigiani caduti tra Codolo e Dozzano il 15 aprile 1945 nell’operazione che avrebbe dovuto portare i patrioti a liberare Pontremoli. —
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