Il Tirreno

Passeggiate al fresco e buon cibo. E così Campocecina fa il pienone

Luca Barbieri
Il rifugio del Cai a Campocecina
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Il rifugio del Cai a Campocecina

Il rifugio del Cai si popola soprattutto durante il weekend. Famiglie con bambini e gruppi di ragazzi

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Carrara. L’altro weekend. In montagna. Famiglie che scelgono il verde, una passeggiata al fresco , ma anche gruppi di più giovani e di sportivi che per il week-end preferiscono i sentieri delle Alpi Apuane al bagno e alla tintarella sul litorale. Maria Grazia Repetto da 15 anni gestisce il “Rifugio Carrara” del Cai a Campocecina, a più di 1300 metri sul livello del mare: un osservatorio da cui fotografa la ripresa, a un mese dalla riapertura, anche per le nostre montagne tra turisti e apuani che optano per la scampagnata. «Le opzioni non ci mancano – ci dice –: chi sceglie i prati di Campocecina, chi la vetta del monte Sagro e chi il Borla, tra le altre mete. Certo, non è stato facile, appena abbiamo riaperto giugno non è stato granché come condizioni meteo, mentre nei mesi di lockdown il tempo è stato quasi sempre bellissimo. Un po' di gente sta passando, a partire da chi va a fare la classica camminata e ovviamente le persone si concentrano maggiormente nei week-end, clima permettendo», ci spiegano da Campocecina. Dopo la riapertura del 30 maggio il tempo non ha aiutato, da un paio di week-end però sembra arrivata finalmente l'estate e così famiglie e gruppi di amici prendono nei fine settimana la strada della montagna, dei sentieri e del verde.

«Abbiamo la fortuna di vivere in un territorio che consente un'ampia scelta effettivamente. Spesso ci sono persone che prediligono il mare la mattina per poi dirigersi da noi nel pomeriggio, per una camminata tra aria buona, fresca e la natura; diciamo che per noi il “clou” inizia dall'ora di pranzo in poi. Sono passate tante famiglie, con bambini e gli amici a quattro zampe, ma anche gruppi di ragazzi», dettaglia sempre Maria Grazia Repetto nel suo punto della situazione. Una nuova fase anche per i rifugi, tra norme, distanze, mascherine, igienizzanti e accessi contingentati.

«Quest'anno è saltato tutto come prenotazioni per aprile e maggio, ovviamente. Adesso le richieste e le prenotazioni per dormire nel rifugio sono ancora pochissime, parlando come futuro prossimo. Abbiamo per esempio un gruppo di sette persone che viene da fuori con una guida e che sceglierà il percorso dell'Alta via delle Apuane che è molto gettonato e si snoda tra i rifugi della zona tra cui il nostro», fa sapere. Nel rifugio carrarese l'accesso alla sala da pranzo è rimodulato e si accede su prenotazione nei week-end (si può prenotare al 0585-841972); altrimenti ecco l'attività d'asporto con le persone che mangiano qui fuori con prodotti a chilometro zero. Dall'altra parte i posti letto sono ridotti: un terzo gli ingressi rispetto al periodo pre-Covid-19. Si è passati, traducendo in freddi numeri, da 45 a 15 persone con nuove modalità e con le camere più piccole destinate a singoli nuclei familiari. «Insomma, qualcuno inizia a venire, però non siamo assolutamente ai livelli né dell'anno scorso, né a quelli degli anni precedenti. Abbiamo sofferto parecchio della chiusura (di cui parliamo anche a parte, ndc) e stiamo soffrendo ancora, speriamo anche nel meteo», traccia un primo bilancio la gestrice del Rifugio del Cai . —

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