Italia
«C’è un’alternativa ai lavori per via Bassa Tambura»
massa
Manca ormai poco meno di una settimana all'inizio dei lavori di ampliamento del tratto stradale di via Bassa Tambura all'altezza della fontana di Canevara. Mancano pochi giorni e di questo intervento si parla da oltre un decennio. Ma questo non scoraggia l'associazione Alberto Benetti Aps dal chiedere informazioni sull'opera, che dovrebbe sorgere praticamente "sul fiume", e dal proporre un'alternativa meno impattante sotto il profilo ambientale e più efficiente sotto quello della pubblica utilità.
L'intervento in programma è a carico della Provincia di Massa-Carrara e prevede un finanziamento di circa 500 mila euro. Punta a liberare la corsia lato monte della strada in modo da facilitare il parcheggio dei veicoli dei cittadini che in quel tratto si fermano per prelevare acqua dalla fonte sorgiva. «L’intento – scrive il segretario dell'associazione Benetti, Maurizio De Lucia - sarebbe di ridurre gli attuali rischi, pericoli ed incidenti apparentemente causati da “interminabili” file di auto in sosta per attingere acqua. Chi ci vive o la frequenta sa che la Via Bassa Tambura presenta notevoli criticità dal punto di vista della sicurezza stradale: ripetersi di frane e smottamenti, cadute di massi ed alberi, strettoie, invasione di piante e rami ai lati e sovrastanti minacciosi la carreggiata, intenso traffico di camion, strada in molti punti sconnessa, scarsa o assente manutenzione... Ecco, se di rischi per incidenti stradali si deve parlare, questi sarebbero da attribuire più al degrado ed allo stato della strada che alla sosta occasionale di veicoli presso il “fontanon” per attingere acqua. Le competenze purtroppo spesso si sovrappongono: Regione, Provincia, Comune, Parco e forse altri ancora. Con chi interloquire, a chi suggerire e chiedere ascolto?».
Nella confusione delle tante competenze che si intrecciano, l'associazione si affida al mezzo stampa per proporre una alternativa: «Venendo da Massa e percorrendo la Via Bassa Tambura, all’ingresso del paesino sul lato sinistro c’è un’edificazione semi abbandonata ed uno spazio amplio recintato tra la strada ed il fiume. Prescindendo da eventuali difficoltà tecniche, urbanistiche, economiche e/o di diritto proprietario, questo apparirebbe lo spazio più idoneo per spostare il “fontanon”».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
