Il Tirreno

la legge 181 

“Area di crisi”: ora gli aiuti sono a misura di piccola e media impresa

6,5 milioni di euro per ampliare o riqualificare le aziende  e per la tutela ambientale. La mappa di Confartigianato

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massa carrara

L'area di Massa e Carrara potrà beneficiare degli incentivi previsti dalla legge 181 in quanto zona colpita da “crisi industriale, soggetta a recessione economica e perdita occupazionale, dovuta principalmente alla crisi di imprese di media e grande dimensione in settori industriali specifici di elevata specializzazione nel territorio”. La Legge 181/89 è l’incentivo gestito da Invitalia per il rilancio delle aree colpite da crisi industriale e di settore e va a finanziare programmi di investimento produttivo o programmi per la tutela ambientale, completati eventualmente da progetti per l’innovazione dell’organizzazione e quelli per la formazione del personale.

Un tema di cui si parla da anni è che ha avuto una svolta – non definitiva va detto, perchè gli incentivi non sono ancora stati erogati – con la riforma introdotta nel 2019 che ha semplificato le procedure per richiedere e ottenere le agevolazioni previste per gli interventi di riconversione e riqualificazione. La riforma ha reso lo strumento più agevole e accessibile alle piccole e medie imprese e alle reti d’imprese, più funzionale a investimenti strategici ad alto contenuto tecnologico e con forte impatto occupazionale nei territori interessati. Il MiSe ha messo a disposizione, a partire dal 1 giugno 2020, 6,5 milioni di euro per le imprese localizzate nelle aree di crisi industriale di Massa Carrara.

Le novità introdotte le spiega nel dettaglio la Confartigianato. Esse riguardano: l’importo minimo delle spese ammissibili scende da 1,5 a 1 milione di euro. Le reti di impresa vengono inserite tra i soggetti beneficiari le procedure vengono semplificate per gli investimenti di piccole imprese inferiori a 1,5 milioni di euro. Si prevede maggiore flessibilità nel mix di agevolazioni concedibili, sono concessi aiuti alla formazione del personale, una corsia preferenziale è prevista grazie agli accordi di sviluppo per programmi di investimento strategici (fast track).

I soggetti ammissibili alle agevolazioni sono: le imprese di qualsiasi dimensione costituite sotto forma di società di capitali, comprese anche le società cooperative e le società consortili; le reti di imprese.

I progetti ammissibili all’incentivo sono: i programmi di investimento produttivo; la realizzazione di nuove unità produttive tramite l’adozione di soluzioni tecniche, organizzative e/o produttive innovative rispetto al mercato di riferimento; l’ampliamento o la riqualificazione di unità produttive esistenti tramite diversificazione della produzione in nuovi prodotti aggiuntivi o cambiamento fondamentale del processo produttivo complessivo; l’acquisizione di attivi di uno stabilimento

Sostegno, poi, ai programmi di investimento per la tutela ambientale: innalzamento del livello di tutela ambientale risultante dalle attività dell’impresa; adeguamento anticipato a nuove norme dell’Unione europea che innalzano il livello di tutela ambientale e non sono ancora in vigore; ottenimento di maggiore efficienza energetica; cogenerazione ad alto rendimento; promozione della produzione di energia da fonti rinnovabili; risanamento di siti contaminati; riciclaggio e il riutilizzo dei rifiuti.

I progetti per l’innovazione dell’organizzazione riguardano un ammontare non superiore al 20% degli investimenti ammissibili. Per le imprese di grandi dimensioni sono ammissibili solo se realizzati attraverso una collaborazione effettiva con Pmi e se le Pmi coinvolte sostengono almeno il 30% del totale dei costi ammissibili del progetto.

Gli investimenti devono prevedere spese per almeno 1 milione di euro. Le agevolazioni finanziarie possono coprire fino al 75% dell’investimento ammissibile con: contributo a fondo perduto in conto impianti; contributo a fondo perduto alla spesa; finanziamento agevolato. —



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