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Turismo e mare

A Poveromo la spiaggia è una discarica, i balneari accusano il Consorzio Bonifica

Chiara Sillicani
A Poveromo la spiaggia è una discarica, i balneari accusano il Consorzio Bonifica

I gestori dei bagni: "quel materiale non arriva dal mare. Si tratta di sfalci di potature", E il sospetto a Massa è che la causa sia la cattiva manutenzione dei corsi d’acqua

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MASSA. Non le mandano a dire i balneari perché se il litorale è strapieno di cumuli di materiale , loro non soltanto spiegano che non si tratta di lavarone, ma avanzano pure il sospetto che si tratti di sfalci e che quegli sfalci arrivini direttamente dai fiumi per una scorretta manutenzione. «Un litorale martoriato da tonnellate di materiale, non solo vegetale, che .scrivono i balneari - da settimane sta le inondando la costa, da Partaccia a Poveromo. Questo materiale che ultimamente si vede arrivare sulle nostre spiagge, non si può più chiamare impropriamente “lavarone”, ma bensì “sfalcio di potature” di fiume».

Fatta questa premessa, il comparto balneare si fa una domanda: «È possibile che tutto il materiale spiaggiato in queste settimane sia prodotto dal mare e non da una cattiva manutenzione dei numerosi corsi d’acqua del nostro territorio? Il “lavarone” è composto da rifiuto marino vegetale, le classiche palline marroni o le foglie di alga Poseidonia. Sul nostro litorale ultimamente però arrivano sfalci di erba, che non sono di origine marina. Fino a qualche tempo fa, inoltre, il “lavarone” si spiaggiava in determinate zone della costa. Negli ultimi anni gli sfalci di potatura, mescolati al vero lavarone, sono presenti su tutta la costa del comune di Massa, da Partaccia a Poveromo, dove chiaramente affluiscono i numerosi fiumi e fossi. È un rifiuto solo subìto, e non prodotto dai balneari, dall’amministrazione comunale e dai cittadini. È necessario e doveroso - il consorzio Balneari di Massa va al sodo - individuare di chi sono le responsabilità».

E i balneari una responsabilità la individuano nel Consorzio di bonifica:«Insieme ad amministrazione comunale, Asmiu e Ageparc abbiamo fatto un incontro con il presidente del Consorzio di Bonifica e alcuni suoi collaboratori nel novembre 2019, proprio in funzione del 2020 e per trovare soluzioni al problema lavarone misto a sfalci di potatura. Comune, Asmiu e balneari, all’incontro, avevano chiesto al Consorzio di Bonifica un contributo in termini economici, oppure in termini operativi, per portare via gli sfalci dei fiumi arrivati dal mare nelle spiagge. Totale chiusura - scrivono i balneari - è stata la risposta del Consorzio di bonifica, che ha negato qualsiasi responsabilità. Non è stato possibile nemmeno trovare un punto in comune dal quale far partire una collaborazione. Nell’accordo con l’amministrazione i balneari si sono fatti carico di pulire la spiaggia dal lavarone e, sempre a proprie spese, a portarlo nei punti di raccolta su indicazione di Comune e Asmiu, che provvede poi al trasporto e allo smaltimento. Questo rifiuto viene prima di tutto pulito dai balneari dalla plastica, anch’essa proveniente dal mare. Questa grande quantità di materiale spiaggiato ha un forte impatto sull’intera filiera economica e turistica del territorio, non solo in termini di immagine. Se infatti il mare e la spiaggia sono sporchi, è molto probabile che il turista non solo disdica l’ombrellone, ma anche la camera d’albergo o il campeggio, con ripercussioni sull’intero indotto». Il Consorzio balneari di Massa si scusa quindi per il disagio che hanno avuto cittadini e turisti nelle spiagge, disagio che gli operatori - spiegano - hanno cercato di risolvere con tutte le forze a loro disposizione.o per il grande impegno». —

 

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