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Rifiuti in strada e cassonetti strapieni Ma Asmiu spiega: fase di transizione
Lorenzo Porzano: estendiamo il servizio, ma accanto ai cittadini solerti, c’è chi la raccolta differenziata proprio non la fa
massa
C’è chi fotografa il cassonetto della carta che straborda, chi immortala i sacchetti a “decorare” i portoni di casa. Qualcuno risale la via del castello e, di fronte ad un cestino strapieno, con tanto di cartacce e sudicio a terra, prende il telefono, scatta una foto e la invia al Tirreno notando che se è sgradevole vedere spazzatura per strada, ancora di più lo è se quella strada accompagna massesi e turisti al monumento più importante della città. Sì perché quel cestino, fotografato domenica pomeriggio, è a pochi passi dalla chiesa del Carmine, lungo la via per il Malaspina. Ma i cassonetti della carta strabordano anche in via Pascoli e lungo l’Aurelia: all’altezza del Mc Donald la strada è un cimitero di carta e cartone.
Rifiuti e l’estate a dar man forte: perchè il caldo favorisce - e non poco - i cattivi odori. Non una immagine edificante, nè un buon cartellino da visita da esibire a chi, in questo periodo tanto difficile per il settore turistico, volesse scegliere Massa per le sue vacanze.
Lorenzo Porzano, amministratore unico di Asmiu, la municipalizzata che si occupa di rifiuti, spiega che i casi di rallentamento nella raccolta differenziata sono legati alla estensione del servizio. La premessa - nell’analisi di Porzano - è che di fronte ad una raccolta che non copre ancora l’intero territorio, le zone franche, quelle in cui sopravvivono i cassonetti, vengono prese d’assalto: «Qui l’errore vero - esordisce Porzano - è stato commesso precedentemente, la città era indietro di 20 anni, una raccolta porta a porta a macchia di leopardo non poteva che favorire l’accumulo di rifiuti nelle zone non coperte dal servizio. Ecco perché - prosegue - stiamo estendendo la raccolta (sono in distribuzione i kit perché dal 29 partirà anche a Marina ndr)». Estensione con effetti collaterali in questa fase di transizione: le zone “franche” - motiva Porzano - sono sempre meno e lì si concentra l’abbandono di rifiuti da parte da chi la differenziata non la fa, « perchè - aggiunge Porzano - accanto a molti cittadini solerti, non mancano quelli che i rifiuti proprio non li differenziano. Abbiamo cominciato con l’estensione a Partaccia e ora nelle zone di Ronchi-Poveromo, nell’area a confine con Montignoso dove il fenomeno dell’abbandono era accentuato». E se la consigliera di Italia Viva Dina dell’Ertole, in una recente nota, sottolinea che l’estensione del servizio è arrivata dalla sera alla mattina, calata dall’alto, Porzano assicura che «gli incontri erano in calendario, ma il Covid ha imposto lo stop. Asmiu conta su professionisti di spessore, stiamo ampliando un servizio a miglioramento della città». —C.S.
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