Ponte di Avenza, sindaco e assessori disertano l'incontro pubblico. La gente è col parroco: faremo di tutto per il rinvio
Carrara, la comunità avenzina si stringe attorno a don Marino. Il parroco: assurdo non aver coinvolto nessuno in queste decisioni
AVENZA. Mentre Sindaco e assessori disertano, i cittadini presenziano numerosi, iniziando a organizzarsi per dare battaglia e impedire che la Regione abbatta il ponte di via Giovan Pietro. Un incontro cruciale quello di mercoledì sera ad Avenza, da cui sono emersi con certezza due elementi: qualsiasi cosa otterranno i cittadini, la conservazione del ponte o lo slittamento dell’intervento demolitore al prossimo anno, si devono sbrigare perché i tempi sono risicatissimi (con l’inizio dei lavori di demolizione previsti per il 15), ma soprattutto emerge la grande combattività degli avenzini che “venderanno cara la pelle”, come hanno rivendicato loro stessi.
L’incontro di martedì
Il primo step sarà l’incontro previsto per martedì prossimo con il sindaco Francesco De Pasquale tra amministrazione comunale, una delegazione di cittadini che potrà essere massimo di 11/12 persone e l’ingegner Gennarino Costabile, responsabile tecnico regionale del Progetto della messa in sicurezza idrogeologica del Carrione del noto Masterplan della Regione Toscana. E l’appuntamento di mercoledì sera presso Casa Pellini, ospiti del parroco Don Marino, serviva appunto per fare chiarezza su intenzioni e mosse da impostare: per questo era importante la presenza di tutti e per questo si sono ritrovati in tanti. Tutti con mascherine, distanziati e con l’addetto alla sanificazione del microfono. Il primo a parlare è proprio il padrone di casa, Don Marino, attento “Pastore di anime”.
Don Marino: poca trasparenza
“Grazie a tutti di aver accettato l’invito-ha esordito Don Marino poi andando subito al punto-il mio compito è ben altro quello politico, il mio compito è fare il pastore di anime, ma qualche volta le anime sono disperate, fra cittadini e commercianti e questa notizia ci ha lasciati stupefatti: perché qua-ha puntato quindi il dito il parroco, riferendosi a chi, tra Amministrazione comunale e associazioni di categoria, non hanno informato la comunità dell’imminente partenza dei lavori- nessuno vuole confutare o meno la sicurezza del ponte, ma sono sempre questi modi, la mancata comunicazione, la mancata chiarezza e trasparenza che si ripetono. Cittadini e commercianti hanno saputo per caso dei lavori: altrimenti ci ritrovavamo il cartello “ponte chiuso” con la conseguente negata opportunità di scegliere di non intervenire in questi mesi pesanti. Quando si legge sui giornali-ha proseguito la reprimenda Don Marino- “abbiamo incontrato le associazioni di categoria” mi chiedo quali, se i commercianti non vogliono? E poi perché solo una? C’è anche la Proloco e c’è la Pubblica Assistenza e poi ci sono i cittadini stessi. Possibile-ha infine aggiunto lasciando poi la parola-che un ponte rifatto nel 2014 sia già fuori regola? Ma la manutenzione c’è stata? Ci sono caduto anch’io sul suo marciapiede! Nel letto del ponte c’è 1 metro e mezzo di marmettola! Forse il Comune doveva informarsi, discutere e coinvolgere: è veramente così pericoloso questo ponte?”.
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Guadagni: noi sempre contrari
Nando Guadagni, Presidente di Confesercenti, che in merito al ponte aveva avuto incontri con l’Amministrazione, interviene e cercando di smarcarsi fa presente: «Noi siamo sempre stati contrari, ci sono i verbali-assicura sfogliando i documenti- abbiamo anche scritto una pec al Comune: siamo per non fare modifiche e per fare pulire l’alveo che sarà ormai 3/ 4 metri sopra il livello del mare. Anzi-ha rilanciato - questo ponte era stato dichiarato uno dei più sicuri nel 2014: il problema semmai è il ponte di sotto, di via Pucciarelli, che secondo gli studi di Genova fa imbuto e respinge indietro l’acqua verso Giovan Pietro: ma là si preferisce non intervenire perché si dà fastidio a industriali del marmo e al Porto!”.
Alveo inquinato?
Anche Nicola Pieruccini, residente di Avenza e leader del Carroccio carrarese, era presente e, prendendo anche lui la parola, ha subito fatto sua la palla: «I tempi sono stretti, non abbiamo tempo per fare comitati come suggerito da qualcuno: ho sentito i commercianti della zona e il loro stato d’animo: la Regione ormai ha deliberato e finanziato il progetto, ma almeno facciamolo nel momento in cui fa meno male. Presentiamo un’osservazione, per inquinamento del letto del torrente, con la mia forza politica a Firenze-ha proposto- così blocchiamo i lavori e ne approfittiamo per ottenere che vengano spostati alla prossima primavera-ha suggerito quindi con l’intento di dare nel frattempo modo ai commercianti di riprendere fiato prima della chiusura di mesi causata dai lavori-Mi sembra di averla già vista questa storia con il monoblocco-ha poi chiosato- la Regione vuole abbatterlo, il Comune è d’accordo e poi salta fuori che Regione e Comune hanno salvato il monoblocco».
Presente inoltre Cosimo Ferri deputato di Italia Viva, ha sottolineato lo sbaglio da parte dell’Amministrazione nel non farsi trovare all'incontro:”Questa battaglia è giusta e non ha colori politici: io voglio esserci e dare il mio piccolo e modesto contributo-soggiungendo poi-anche se il finanziamento è stato stanziato dalla Regione può essere spostato, il problema sarebbe dell’impresa che ha vinto la gara e che ha il diritto di espletare l’opera ma magari sarebbe possibile spostarla su altra opera”. Francesca Vatteroni
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