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Il maresciallo donna e il suo ruolo decisivo nella denuncia
carrara
Un contatto che è rimasto, nonostante qualche sparizione. Un contatto tra due donne che ha fermato una tremenda catena di violenza che andava avanti da un anno nonostante ogni tanto sia rimasta sommersa.
La delicata indagine portata a termine dai Carabinieri della Stazione di Carrara al comando del maresciallo Lorenzo Anzalone, di cui parliamo nell’articolo sopra, ha permesso di fare luce sull’ennesima storia di violenza domestica, di soprusi, vessazioni e botte da orbi ai danni di una 50enne di Carrara rimasta vedova da alcuni anni, che speranzosa di rifarsi una vita aveva allacciato una relazione sentimentale con un 38enne rumeno che lavora come operaio nel settore del marmo.
Dopo una segnalazione i carabinieri, però, visto che era andato a vuoto l’ennesimo tentativo di convincere la donna a denunciare il convivente, prima di andare via avevano fotografato i segni che lei aveva sul volto e poi, il giorno successivo, avevano compilato d’ufficio una dettagliata informativa che è arrivata sul tavolo del Pubblico Ministero Alessandra Cconforti.
Aperto un fascicolo d’indagine, i militari hanno continuato a mantenere contatti con la 50enne per sapere come andavano le cose. La verità, però, è venuta a galla un paio di settimane fa, quando la 50enne ha telefonato in caserma per parlare con il Maresciallo che l’aveva seguita nei mesi precedenti, che fra l’altro è una donna.
Quella telefonata ha segnato una vera e propria svolta per l’indagine in quanto il maresciallo è riuscito a convincere la vittima dei maltrattamenti a raccontare tutte le violenze fisiche e psicologiche poste in essere dal partner negli ultimi mesi, che contrariamente a quanto aveva sempre detto, non si erano mai interrotte anzi erano peggiorate, visto che lui oltre a picchiarla selvaggiamente, era solito controllarla ossessivamente, al punto da costringerla a rimanere in casa per la paura che lui potesse “punirla” qualora l’avesse trovata in giro senza permesso. —
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