Il Tirreno

«Basta con la didattica a distanza» «No ai tagli e alle classi pollaio»

manuela d’angelo
«Basta con la didattica a distanza» «No ai tagli e alle classi pollaio»

Insegnanti e studenti in piazza contro la riduzione dell’organico e delle cattedre in provincia. “Imparare non è un clic”

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massa

Centocinquanta persone in piazza: studenti, docenti di ruolo e diocenti precari, genitori, sindacati. Ieri é stata la giornata del “no” alla didattica a distanza, considerata dai ragazzi come un male quasi incurabile per l’apprendimento e del “mai più” tagli alle scuole e agli organici, colpiti dalla mannaia del ministero.

Trentaquattro i posti di lavoro in meno in provincia di Massa Carrara, classi “pollaio” piene di alunni accorpati per la mancanza di docenti e molta frustrazione. In piazza Berlinguer, anche conosciuta come piazza dei Narcisi, nel centro storico di Massa, la protesta è stata pacifica e in sicurezza: sulla pavimentazione la questura aveva posizionati delle X su cui ogni partecipante ha dovuto fermarsi per non risultare troppo vicino agli altri e sul palco si sono alternati gli interventi dei protagonisti della manifestazione.

Tra gli striscioni spicca “No Sdidattica on/off line”; “Distanti ma mai indietro”; “Dad come didattica altamente disumanizzante” e infine “Imparare non è un clic”. Tutti messaggi diretti alle ormai note video-lezioni, che non stanno producendo consenso, né tra gli alunni, nè tra i docenti.

Alla manifestazione promossa da Cgil, Cobas e Usb, il movimento di docenti e genitori e studenti nato nelle scorse settimane quando l’Ufficio regionale scolastico ha confermato i tagli all’organico e la soppressione delle classi. Ieri in piazza sono arrivati anche precari provenienti dalla Provincia di La Spezia. «Siamo qui con la nostra rabbia- dice Rosanna Liggio, ex consigliera comunale, docente a Massa- Da troppi anni noi insegnanti siamo considerati un costo, un problema e non una risorsa. Oggi vogliamo farci sentire e continueremo a non mollare».

Tanti applausi, tante parole, tanti volti, preoccupati per il futuro della scuola, coperti dalle mascherine ma orgogliosi di essere scesi in piazza nonostante l’emergenza sanitaria in corso. Qualcuno dal palco ha ricordato i numeri di questi tagli alla scuola apuana: 34 docenti in meno, su Massa Carrara, la soppressione di 9 sezioni di scuola di infanzia (Cervaiolo, Andersen, Giampaoli, Cervara, Garibaldi, Podenzana Montedivalli, Soliera e Villafranca); la trasformazione nella scuola primaria di 5 posti di inglese e di 3 posti di potenziamento in posti comuni e la rinuncia a tre classi prime (Castagnetola, Piazza e Fosdinovo); non verranno attivate 8 classi prime nella secondaria di primo grado (alla scuola Moratti, alla Dante Alighieri, al Baracchini, al Ferrari di Pontremoli, al Ferrari di Massa, alla Buonarroti e alla Staffetti) e dovranno essere rigettate tutte le richieste di implementazione degli indirizzi musicali; si parla anche di una forte penalizzazione alle medie superiori delle richieste avanzate dal Palma e dal Barsanti.

Al liceo musicale di Massa, nello specifico, istituto che è riuscito a crescere qualitativamente e quantitativamente in questi anni malgrado tutti i problemi di edilizia scolastica che ha avuto, si vedrebbe autorizzata una sola classe prima a fronte di 42 iscritti, mentre l’istituto Barsanti sarebbe costretto a lasciare senza risposta le aspettative professionali di una parte della sua utenza. —

manuela d’angelo

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