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«Abbassare il letto del fiume o spendere e fare più in fretta»
Ponte, sopralluogo del consigliere regionale Marcheschi e alcuni commercianti C’è chi non si arrende alla data del 15 giugno: mercoledì sera incontro pubblico
Avenza
Abbassare il letto del torrente o spendere più soldi per finire prima i lavori. Queste le due ipotesi proposte alla Regione Toscana da “Fratelli d’Italia” per la demolizione e ricostruzione del ponte di via Giovan Pietro. Ipotesi fatte nel corso dell’incontro che si è svolto ieri mattina proprio sul ponte in questione. C’erano Paolo Marcheschi (consigliere regionale Fdi), Lorenzo Baruzzo (coordinatore locale), Emanuela Busetto (dipartimento politiche sociali), Matteo Costa (ambulante), e alcuni commercianti di via Giovan Pietro. “Ovviamente la programmazione è saltata – ha detto Marcheschi – ma superato il Coronavirus la priorità non è più quella di buttare giù il ponte, soprattutto nel periodo estivo con la certezza di dividere in due la città. Adesso i commercianti vanno aiutati, non limitati. La politica si deve adeguare al periodo e fare delle scelte diverse da quelle precedenti l’epidemia. Certo c’è la necessità di fare i lavori perché il ponte è stato fatto male e su questo pesano gravi responsabilità politiche. E sono più o meno degli stessi che faranno i lavori. Secondo noi ci sono due ipotesi – ha ribadito – e si tratta di trovare la soluzione più adeguata e tempestiva. Come ha proposto Lorenzo Baruzzo di abbassare l’alveo come è stato fatto a Carrara in zona Conad, oppure verificare se con un costo aggiuntivo si possano dimezzare i tempi di cantiere e da settembre chiuderlo prima di Natale. Il virus ha comportato un cambiamento di prospettive a cui la politica si deve adeguare. Questa può anche essere l’occasione per capire come torrenti e fiumi vengano puliti. E cioè verificare se chi li pulisce fa bene”. Baruzzo ha ribadito la sua ipotesi di poter mettere in sicurezza il tratto di fiume di via argine destro senza abbattere necessariamente il ponte: “Nessuno di noi inventa niente – ha detto – si potrebbe abbassare l’alveo proprio come è stato fatto a Carrara, dove i lavori non ha comportato la distruzione di nessun ponte. Questa sembra la scelta più ovvia e più economica, e anche la più adatta per il commercio di questa zona” . Intanto i commercianti di via Giovan Pietro stanno organizzando una riunione (mercoledì 3 giugno a casa Pellini) per capire se ci sono i presupposti per agire legalmente o mettere in piedi qualche azione per rimandare l’apertura del cantiere, che ricordiamo dovrebbe aprire lunedì 15 giugno.
Alessandra Poggi
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