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«La Imm sta morendo eppure potrebbe essere un motore di sviluppo»
Carrara
Le segreterie provinciali di categoria Cgil Filcams e Uil Tucs, in una nota, intervengono sul futuro di Imm: «Da giorni si parla di proposte sulla Imm, di uscite dalla Imm stessa da parte di soggetti istituzionali, di idee e polemiche rispetto alle quali appare evidente la strumentalizzazione politica. Non leggiamo, al contrario, di nessuna reale progettualità, né vediamo alcun futuro plausibile e praticabile, a maggior ragione in un momento delicatissimo quale l’attuale, contraddistinto dall’era Coronavirus. La Società, attiva sul nostro territorio dal 1978, paga lo scotto di una crisi iniziata molto tempo fa, crisi che sta diventando sempre più grave e di cui nessuno vuole assumersi le responsabilità sia politiche che gestionali, situazione inaccettabili e non più sostenibile. Non è più il tempo del silenzio politico che assorda Imm».
E aggiungono: «La Imm sta morendo. Se non verranno messe in campo, e velocemente, soluzioni atte al suo risanamento e al suo sviluppo sarà la fine di questa società. È dal mese di agosto 2019 che le Organizzazioni Sindacali chiedono un incontro con i Soci pubblici per poter discutere del piano di risanamento dell’azienda senza aver avuto, ad oggi, alcun riscontro. La politica si prenda le proprie responsabilità. Un Piano di risanamento che solo pochi intimi conoscono e di cui si sa pochissimo. Questo è inaccettabile. Come sindacati vogliamo conoscere, pretendiamo di conoscere. Per ora si tratta di un Piano che sembra un segreto di stato, in linea coi tanti della nostra Repubblica… Non servono solo i soldi a pioggia per risanare l’azienda ma serve un progetto che ridia centralità all’azienda Imm, rispetto alle sue caratteristiche originarie. Imm può diventare, per le sue peculiarità, per le tante professionalità che lavorano all’interno, il motore trainante di sviluppo di un territorio che soffre una crisi economica profonda da diversi decenni, altrimenti ancora una volta il nostro territorio e la politica tutta avrà perso un’occasione e avrà creato altri disoccupati. stiamo parlando di persone in carne ed ossa, di lavoratori e lavoratrici che non conoscono il loro futuro».
E si aggiunge: «Creata per la promozione del marmo e delle pietre naturali nel mondo, la Imm pare aver perso completamente la missione per cui era nata e che l’ha vista per lungo tempo fra i più importanti protagonisti del settore lapideo. L’ultima gestione, oltre ad avere praticamente “ucciso” la Fiera, è riuscita a radere al suolo anche l’Ufficio Studi e Ricerche, un sintomo più che evidente della cecità, oltre che incapacità, dei suoi massimi dirigenti. Mancano programmazione, capacità, progettualità. Le Fiere non possono nascere e svilupparsi lavorandoci qualche mese per poi lasciarle lì. E’ necessario tessere quotidianamente relazioni sane, che portino all’azienda le capacità di sviluppo necessarie per poter continuare a stare sul mercato. E nel frattempo, sulle pagine social delle fiere, vediamo post che ricordano il passato. Sulle problematiche attuali e quel che si pensa di fare, ovviamente, nemmeno una parola».
«Ribadiamo dunque la disponibilità delle organizzazioni sindacali ad un dibattito pubblico»
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