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La Vinaccia torna all’antico «E il coperto non si paga»

Nicola Morosini
La Vinaccia torna all’antico «E il coperto non si paga»

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CARRARA

Anche per l'enoteca La Vinaccia di via Verdi a Carrara si sono riaperte le porte dopo la chiusura forzata. Tanto entusiasmo nonostante le difficoltà del momento animano Ilaria Manfroni ed Andrea Diamanti, compagni nella vita e "colleghi" sul lavoro che nei giorni della chiusura hanno rinnovato il locale, tavolini compresi dandogli un'immagine più briosa anche in linea con le direttive anti-covid.

Un'avventura, quella della nuova Vinaccia, iniziata poco tempo fa quando i due ragazzi hanno deciso di rilevare la storica enoteca per farne una vera e propria "osteria" come ai vecchi tempi,dove il vino la fa da padrone ma anche il cibo con Andrea ai fornelli, è di prim'ordine oltre che molto singolare. Una nota particolare del locale è che, per regola dei titolari, non si paga il "coperto". Si tratta infatti di una regola storica di ogni vecchio locale e locanda. All’origine significava giusto la possibilità di fruire di un posto al ristorante o in osteria (al coperto, per l'appunto), anche nella sua valenza sociale, azzerando il più possibile le spese.

«Abbiamo deciso di mantenere questa tradizione - dice Ilaria- proprio per identificarci al meglio nella filosofia del locale. Per quanto riguarda la scelta di vini si va dai tradizionali italiani con bottiglie che arrivano da tutta la penisola fino in Francia in particolar modo con lo Champagne. Il capitolo "food" è molto vario e singolare. Alla Vinaccia si punta sugli "hamburger" artigianali oltre ch e sulle classiche focacce e i tradizionali taglieri di formaggi e salumi. Una scelta accurata che vede composizioni come hamburger con la Chianina oltre che carne di cervo , cinghiale o di Fassona. Tra le focacce una vasta scelta compresa la soluzione "vegana" ma con una menzione particolare per il lardo di Patanegra presente in varie composizioni. —

Nicola Morosini

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