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Emergenza covid e agenzie di viaggio: la crisi qui è appena cominciata
Gli operatori apuani: «Frontiere chiuse, disdette a pioggia e mille incognite non abbiamo idea di come muoverci». E qualcuno non riapre gli sportelli
massa carrara
C’è una categoria che l’emergenza Covid ha davvero messo ko: quella delle agenzie di viaggio, collegate a loro volta ai tour operator. Da quando sono stati costretti a chiudere mentre l’onda dei contagi stava dilagando per tutto il pianeta, gli operatori legati al turismo hanno risentito, oltre che dei pericoli sanitari evidenti e dell’isolamento forzato, anche della chiusura delle frontiere, degli aeroporti con conseguente cancellazione di voli, delle disdette di gite pasquali già in calendario e, ora che dal 3 giugno la maggior parte riaprirà (solo una minoranza ha deciso di anticipare) ci sarà da pensare a come rilanciare un settore che si è già giocato una stagione completa.
Le prenotazioni dall’estero sono rare e gli operatori stanno concentrandosi su come incentivare almeno il turismo interno, ripianificare viaggi di nozze o pacchetti turistici con l’incertezza di linee guida ancora mancanti sul trasporto.
Carlo Ratti è il titolare di Malaspina Viaggi in viale XX Settembre ad Avenza: «Noi apriamo il 3 anche se le compagnie aeree partono a luglio, le navi intorno al 10 giugno e non sappiamo la riduzione dei posti attuata. Ci sono paesi che non accettano italiani, tutta l’Europa e molti paesi nel mondo non sono mete appetibili, utopico parlare di turismo a lungo raggio, sarà l’Italia la meta più fr equentata. Verranno proposti gli itinerari classici, come la Costiera Amalfitana, la Sicilia, la Puglia, la Sardegna per il mare e Trentino e Friuli per la montagna. Alcune città d’arte, l’Elba e il Giglio. Sono 30 anni che faccio questo lavoro e ho visto ogni tipo di crisi, ma era localizzata in certe zone, qui è globale. Ho sempre lavorato in smart working ma è stato un delirio per via delle disdette, rimborsi, voucher...».
Stessa situazione è quella di Capa Viaggi in Piazza Liberazione a Massa, la cui attività è molto concentrata anche sul noleggio di pullman: «Per noi è ancora lockdown - dice Luca Lorenzini – apriamo il 3 giugno giusto per esserci, ma è tutto fermo. Le frontiere sono chiuse, non sappiamo le mete dove poter andare, quando ripartiranno i voli. E’ difficile anche spiegarlo alla gente. Per i pullman il distanziamento impatterà notevolmente sui costi perché un mezzo di 50 posti potrà partire solo con 20 persone. Ancora non si sa come comportarsi con i congiunti, come dovranno essere sistemate le persone. Per ora ho ricevuto solo richieste di preventivi per la stagione autunnale, ma l’estate è ferma. Le agenzie sono l’ultima ruota del carro per il Governo e aspettiamo chiarimenti anche sui voucher vacanze perché hanno senso solo se passano da una agenzia, permettendo di far lavorare i tour operator e gli alberghi. Se viene gestita in modo personale, non è davvero una misura a nostro vantaggio».
Francesca Mariotti della Piazzetta del Viaggiatore ad Avenza, rimane ancora chiusa: «Non abbiamo idea di cosa proporre, dall’estero nessun turista, abbiamo perso crociere e viaggi di nozze. La Sardegna vuole chiedere il passaporto sanitario, le spiagge avranno i distanziamenti. Le compagnie di crociera non sanno come muoversi in attesa di direttive su come fare a bordo delle navi e non si può prenotare per il 2021. Siamo attivi in smart working per proteggere i nostri clienti, tutelandoli anche come biglietteria aerea per la continua cancellazione di voli. Ci vengono richiesti preventivi per dicembre, gennaio o febbraio, ma ci sono problemi di liquidità, persone in cassa integrazione, molti hanno dovuto esaurire obbligatoriamente tutte le loro ferie. La perdita è enorme». —
daniela marzano
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