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L'ANNUNCIO

Leoni da tastiera attenti, la Municipale di Massa ora denuncia

Leoni da tastiera attenti, la Municipale di Massa ora denuncia

Il vicecomandante spiega che le critiche sono sempre accette, ma che procederà per diffamazione contro offese «false e tendenziose, oscene ed irripetibili»

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Massa. Tempi duri per “leoni da tastieri” e “odiatori seriali”: la Polizia Municipale Massa spiega di accettare le critiche, ma di essere stanca di commenti «falsi e tendenziosi, osceni ed irripetibili», e quindi procederà con denunce per diffamazione. L’annuncio, in un post sul profilo facebook del corpo della Polizia Municipale. Si scrive, fra l’altro (la firma è del vicecomandante, Piero Borghini): « In questo momento i social sono diventati il luogo dove scaricare le tensioni e cercando il “mi piace” ad ogni costo», dimenticando però «che la rete è veloce e ci obbliga ad avere reazioni istantanee, immediate, ma ci impedisce di ragionare sulle conseguenze di quanto postato».

E aggiunge: «Spesso mi trovo a leggere post di qualche solerte cittadino contro l’operato del personale della Polizia Municipale ipotizzando che gli agenti siano stati troppo rigidi nell’applicazione delle leggi oppure che l’infrazione c’è stata ma il comportamento è stato maleducato nei confronti del cittadino che paga le tasse. E concludendo il post con una domanda provocatoria “vi sembra giusto con tutto quello che succede in questo momento?”. Ritengo che i post critici siano legittimi».

«Ma inaccettabile - si sostiene ancora nella nota - è quanto invece si verifica subito dopo. La rabbia dei leoni da tastiera si scatena immediatamente con una vera e propria tempesta di commenti sommari su soggetti e istituzioni che nemmeno conoscono spesso carichi di offese pesantissime nei confronti dei singoli agenti ed anche del Corpo di Polizia Municipale che oltre ad essere false e tendenziose, sono oscene ed irripetibili. E’ davvero spiacevole leggere post che calpestano con disinvoltura la dignità di singoli colleghi o di un intero Corpo di Polizia Locale al quale mi onoro di appartenere. Queste persone che si nascondono dietro un monitor pensando di sfruttare l’anonimato si sentono liberi di dar sfogo sul web ad ogni tipo di sproloquio, ingiuria, offesa, nei confronti di chi indossa una divisa nell’idea di restare impunite». Ma, ricorda, «La suprema Corte di Cassazione ha integrato il reato di diffamazione a mezzo stampa stabilendo con sentenza 24431/15 che inserire un commento su una bacheca di un social network significa dare al messaggio suddetto una diffusione capillare e potenzialmente illimitata. A tutela della propria immagine e dei suoi operatori la Polizia Municipale si attiverà per individuare e segnalare alla Autorità Giudiziaria quei soggetti che si rendano responsabili di comunicazioni diffamatorie utilizzando i media e i social». E conclude ricordando che «gli operatori di polizia municipale sono al servizio della comunità ove operano, oltre ad esserne parte, in quanto anche essi stessi cittadini e per nulla restii al giudizio e non manifestano alcuna obiezione ad essere esposti alle critiche quando utili a migliorare la qualità dei servizi resi. Ritengo che la crescita civile di una comunità inizi dal rispetto delle regole e soprattutto dal rispetto degli altri».
 

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