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Carlo Manfredi: sanità tutta da ripensare
Il presidente dell’Ordine dei Medici presenta il documento della Ftom per la Fase 2. «Il modello bassa spesa è obsoleto»
massa carrara
In prima linea nell’emergenza fiun dalle porime fasi e ora, finalmente, un poco meno “sotto stress”, i medici guardano alla fase 2. Lo fano con un documento congiunto degli Ordini dei Medici toscani, redatto per garantire una “fase 2” in totale sicurezza, per i cittadini così come per gli operatori sanitari, pesantemente coinvolti dal Covid19. Nel documento sono state individuate proposte mirate, dal mantenimento della rete di ospedali Covid19 alla mappatura in tempo reale di tutti i contagiati tra gli operatori sanitari: un vademecum di 14 punti con l’obiettivo comune di una “fase 2” in totale sicurezza.
Alla conferenza stampa di presentazione del documento (che si è tenuta in streaming) ha partecipato anche il dottor Carlo Manfredi, segretario del Ftom (federazione toscana dell’Ordine dei Medici) e presidente dell’Ordine di Massa Carrara. A lui è spettato il compito di illustrare il documento dal titolo “ UNa strategia per la fase “endemica” dell’infezione da sars-cov-2”. Nel suo intervento, Manfredi, ha ribadito che «la tragedia provocata dalla pandemia ha coinvolto anche medici e infermieri che hanno perso la vita o si sono infettati mentre erano chiamati a rispondere al dramma dei pazienti con approcci empirici e, spesso, senza le dovute protezioni individuali. È una perdita gravissima che non ci potremo mai più permettere. La protezione del personale sanitario è un obiettivo irrinunciabile per avere la meglio sull’epidemia. I medici si sono impegnati al massimo delle loro possibilità con passione, dedizione e generosità mettendosi in gioco di fronte ad una patologa ignota e pericolosa. Hanno dato il meglio perché hanno fatto i medici, cioè la loro professione e la loro vocazione, liberi dagli appesantimenti burocratici e dall’assillo dell’allocazione delle risorse».
L’epidemia di Covid 19, ha aggiunto «obbliga a ripensare il futuro della sanità pubblica dopo aver vissuto una situazione emergenziale alla luce delle esperienze e delle difficoltà affrontate sul campo. La definizione di ciò che prima ritenevamo appropriato per la sanità oggi appare del tutto vecchio e obsoleto. Il modello di azienda sanitaria disegnato sull’equilibrio dei bilanci economici da assestare sempre ad un livello più basso di spesa, anziché su quelli di salute ha mostrato tutti i suoi limiti di fronte alla nuova realtà epidemiologica. Occorre riferirsi a un concetto nuovo di sistema che migliori le professionalità e che guardi al futuro puntando sul territorio con modalità inedite in grado di riportare la sanità al centro del progetto della società civile». —
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