Il Tirreno

la campagna per le scuole paritarie 

#liberidieducare ha “vinto”: dal Governo 120 milioni

Sara Lavorini

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massa

Nelle giornate del 19 e 20 maggio anche il comitato "Difendiamo i nostri figli" ha dato voce alla campagna #Liberidieducare per chiedere la detraibilità integrale del costo delle rette versate alle scuole pubbliche paritarie dalle famiglie, nei mesi dei chiusura degli edifici scolastici, e l’istituzione di un fondo straordinario a cui le scuole paritarie possono attingere per far fronte alle loro spese.

«Numerose sono state le iniziative sul web, interviste, articoli su giornali per la campagna di sensibilizzazione lanciata dal comitato - dichiara Sonia Mannella, presidente del comitato “Difendiamo i nostri figli” di Massa - da Provita & Famiglia, da Non si Tocca La Famiglia, dalle associazioni Nonni 2.0, Agesc Milano. L' iniziativa, chiamata #noisiamoinvisibiliperquestogoverno, è stata partecipata e sentita dagli istituti paritari nell’ambito dei quali docenti e alunni si sono attivati con filmati, disegni, pensieri, e altri contributi. Tutti messaggi pacifici e positivi indirizzati al nostro Governo affinché non si dimentichi di un aspetto così importante».

Prosegue Mannella: «È necessario, infatti, sostenere la scuola pubblica tutta - continua - che a settembre andrà in tilt con la chiusura degli edifici pubblici paritari e il conseguente riversamento di circa novecentomila alunni in classi pollaio nelle strutture pubbliche statali, dove si renderà impossibile il distanziamento sociale. Un disastro di portata epocale, un danno alla cultura, all’educazione, al servizio primario del diritto allo studio oltre che il crollo di un sistema che ha offerto un servizio alle famiglie e al paese».

Sono state ore decisive in Parlamento, dove le scuole paritarie hanno continuato ad inviare ai ministri e ai politici le foto dei cittadini e degli studenti con l’hashtag #liberidieducare che ha dato vita alla campagna di sensibilizzazione per far sentire forte la presenza nelle stanze dei palazzi romani il settore delle scuole paritarie, che oltre alle famiglie interessa anche migliaia di lavoratori. E così, il Governo, messo sotto pressione, ha aumentato il fondo specifico a 120 milioni di euro, ben sapendo però che anche questi soldi non bastano e che non risolveranno il problema. —

Sara Lavorini

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