Il presidio
«Bus turistici fermi da 3 mesi, è tempo di dare regole»
massa
La Cisl denuncia che «le aziende dei bus turistici sono ormai ferme dal 21 febbraio, quando si scoprì il primo caso in Italia di Covid-19. Da allora, nel giro di pochi giorni, furono annullate tutte le gite scolastiche in programma, un lavoro di circa due mesi tra programmazione, pubblicità e vendita dei pacchetti all’utenza. Un danno enorme dunque per tutto il settore, avvenuto proprio alla vigilia dell’inizio della stagione turistica, considerando che marzo, aprile e maggio rappresentano oltre il 50% del fatturato annuale del comparto».
La Cisl fa notare come la situazione non sia cambiata. «Da allora, a distanza di quasi tre mesi, i piccoli imprenditori del turismo, sono ormai allo stremo delle loro forze e chiedono aiuto. Ci sembra d’obbligo pertanto come Fit-Cisl cogliere il loro grido considerato che il noleggio Bus in Toscana vanta circa 2000 autisti dipendenti a tempo indeterminato e, nel pieno della stagione turistica, ulteriori 800 autisti dipendenti a tempo determinato. A questi numeri vanno aggiunti altri 700/800 dipendenti circa tra accompagnatori, guide turistiche ed addetti alle agenzie di vendita. Numeri questi che dovrebbero rendere bene l’idea di quanto sia importante l’intero settore».
«I dipendenti sono in Cassa Integrazione ma con 730 euro mensili si stanno guardando intorno, si stanno rivolgendo al settore logistica / trasporto merci, rischiando di portare ulteriore danno alle aziende di noleggio che rischiano di perdere autisti formatisi nel corso degli anni alla guida dei loro bus. In un settore come questo, dove l’esperienza del dipendente è importantissima, sarebbe una vera e propria beffa. Non si diventa buoni conducenti dalla sera alla malattia solo per il semplice fatto di aver conseguito una patente.
In conclusione la Cisl chiede «ripartenza, protocolli di sicurezza ed incentivi alle aziende uguali per tutti i paesi dell’Ue». —
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