Il Tirreno

l’annuncio del sindaco de pasquale 

Ellebi in due mesi fa 200mila mascherine

Luca Barbieri
Ellebi in due mesi fa 200mila mascherine

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carrara

Oltre 200 mila mascherine prodotte in un paio di mesi. «Ellebi Srl in collaborazione con Sartoria D'Este di via Carriona ha attivato una linea di produzione tutta dedicata alle mascherine che da fine marzo ha permesso di mettere sul mercati oltre 200 mila pezzi». Ad annunciarlo è direttamente il sindaco Francesco De Pasquale dal profilo ufficiale di Facebook in cui scrive in un post dell'iniziativa «nata nei primissimi giorni dell’emergenza Covid da una collaborazione con l’Ospedale delle Apuane».

E della produzione di mascherine chirurgiche dell'azienda avenzina partita nella seconda metà di marzo, ricordiamo, ne avevamo scritto proprio nei mesi scorsi, poco dopo il via. Da qui, articola quindi il sindaco di Carrara, «sta per scaturire una nuova importante attività. L’azienda sta lavorando a un protocollo con l’Università di Roma e l’Istituto superiore della Sanità per ottenere tutte le certificazioni necessarie alla produzione di mascherine Ffp2. Grazie alla reattività e alla creatività di questi imprenditori dunque da una situazione di crisi nascerà una nuova azienda che andrà ad affiancarsi all'attività della Sartoria D’Este con un importante arricchimento per la nostra città», aggiunge e anticipa De Pasquale sul protocollo tra i progetti futuri tra azienda, Università romana e Iss. Questo – la produzione di mascherine Ffp2 – da un lato; dall'altro, come detto, le mascherine chirurgiche su cui ci avevano spiegato dall'azienda: «L’idea è stata di un’altra azienda locale, che ha sviluppato il prototipo delle mascherine, e aveva in essere un contratto di fornitura di tessuto medicale Tnt marchio Ce che rientra nei dispositivi medici di classe 1. Si tratta di mascherine particolari, con tessuto a cinque strati invece che tre, destinate prevalentemente al personale sanitario. Noi, con la Sartoria D’Este abbiamo sviluppato la parte della produzione, convertendoci temporaneamente alla fabbricazione di mascherine anti Covid-19. Lo abbiamo fatto in tempi velocissimi, senza chiedere incentivi allo Stato e senza nemmeno bisogno della deroga, come confermatoci dall’Istituto Superiore di Sanità interpellato in merito, perché avevamo già a disposizione un prodotto a marchiatura Ce da trattare». —

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