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Barumba Beach, la Corte dei Conti assolve ancora tutti
Carrara, dopo il proscioglimento penale, l’ex giunta Zubbani, Leoncini e Bessi passano anche l’esame della Corte dei Conti
CARRARA
Dopo il proscioglimento nel procedimento penale, per il caso Barumba Beach - la vicenda legata all'affidamento in gestione della spiaggai libera comunale della Fossa Maestra - arriva anche la piena assoluzione di fronte alla Corte dei Conti per la ex giunta Zubbani. La citazione risaliva all’ottobre 2018 (antecedente all’udienza preliminare di proscioglimento, fine febbraio 2019), e con essa la procura regionale della magistratura contabile aveva chiamato a giudizio l’ex sindaco Angelo Andrea Zubbani, l’ex vicesindaco Andrea Vannucci, gli ex assessori Giuseppina Andreazzoli, Dante Benedini, Massimiliano Bernardi, Giovanna Bernardini, Fabio Traversi; l’ex segretario generale Pietro Leoncini e l’ex Dirigente del settore attività economiche e produttive Pier Luigi Bessi. La richiesta, ottenerne la condanna al pagamento, in favore del Comune, dell’importo complessivo di euro 65.333,34, da dividersi in parti eguali, con l’eccezione delle ex assessore Andreazzoli e Bernardini, per le quali l’importo individualmente imputato era indicato nella misura della metà di quello da addebitarsi a ciascuno degli altri, in ragione della partecipazione delle stesse all’adozione di una sola delle deliberazioni oggetto di contestazione (deliberazione n. 200 del 17.4.2014 per l’Andreazzoli, n. 193 del 21.4.2015 per la Bernardini).
All’udienza avevano parlato gli avvocati Luigi Guccinelli per Leoncini, Andrea Milanta per la Bernardini, Cristiana Carcelli per Andreazzoli e Traversi, Luca Pietrini per Vannucci e Benedini, Andrea Lofrese, su delega dell’avvocato Carlo Lenzetti, per Bernardi, Luca Lattanzi per Bessi, Francesco Martini, su delega dell’avvocato Adriano Martini, per Zubbani.
La Corte dei Conti riassume che il procedimento era partito a seguito di un esposto, con il quale la Capitaneria di Porto di Marina di Carrara rappresentava che il Comune di Carrara, con delibera di giunta n. 200 del 17.4.2014 - secondo l’accusa in violazione del Codice della navigazione e del Codice dei contratti (nella parte che prevede l’affidamento con procedura ad evidenza pubblica delle attività di gestione delle spiagge libere e libere attrezzate), aveva affidato in via diretta alla ditta “Barumba di Angeloni Piera” la gestione dei servizi primari (pulizia degli arenili e servizio di salvamento) e secondari (gestione dei chioschi ed affitto delle attrezzature) della spiaggia libera e attrezzata della Fossa Maestra per l’anno 2014. Tutto ciò ad un canone di euro 20.000, in luogo di quello di euro 52.666,67 euro (oltre adeguamento Istat ed Iva come per legge), pagato dalla medesima ditta negli anni 2011, 2012 e 2013, in forza di affidamento triennale delle stesse gestioni ottenuto all’esito di procedura ad evidenza pubblica (delibera di giunta n. 70/2011). Quell’affidamento diretto (avvenuto senza gara in favore dell’affidatario uscente) avrebbe, dunque, determinato un minore introito per il Comune, pari ad oltre euro 32.000 annui (euro 52.666,67 – euro 20.000). Analogamente avveniva per l’anno 2015, avendo la Giunta, con delibera n. 193 del 21.4.2015, seguita dalla determina dirigenziale n. 42 del 15.5.2015, a firma del dirigente Bessi, disposto l’affidamento senza gara, per un canone annuale di 20.000 euro.
In 74 pagine di sentenza, il Collegio giudicante della Corte dei Conti - dopo aver rigettato l’eccezione secondo la quale di fronte al proscioglimento in sede penale si doveva in sostanza considerare chiusa anche questa partita - arriva alla conclusione che “la pretesa erariale non possa trovare accoglimento per difetto e/o mancata dimostrazione tanto dell’elemento psicologico (dolo o colpa grave) quanto del danno addebitato”. Si fa notare, tra l’altro, “la gestione del tutto trasparente della questione, anche perché portata nel 2015 all’attenzione della competente Commissione consiliare (ove sono rappresentate anche le opposizioni), con la decisione unanime, ivi assunta, di procedere all’affidamento diretto e la richiesta di taluni consiglieri, nel silenzio degli altri, di affidamento proprio al gestore uscente, onde evitare un peggioramento del servizio”.
La Corte dei Conti utilizza anche parte delle motivazioni del giudice penale, che ha testualmente rimarcato che “...Quanto alla riduzione della misura del canone annuale è stata giustificata, non solo in sede di interrogatorio, ma in modo trasparente fin dal momento dell’adozione dei provvedimenti, in considerazione della crisi economica, che rendeva meno appetibile la gestione, e con la vetustà della struttura bisognosa di essere riammodernata”.
Insomma, dopo il "non luogo a procedere" in udienza preliminare perchè "il fatto non sussiste”, decretato dal giudice Giovanni Maddaleni, arriva anche la piena assoluzione della magistratura contabile. In definitiva, Zubbani, Vannucci, Andreazzoli, Benedini, Bernardi, Bernardini, Traversi, Leoncini e Bessi hanno diritto al rimborso, da parte del Comune di Carrara, delle spese legali, quantificate in 750 euro ciascuno, oltre competenze di legge (Iva e Cpa).
M.B.
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