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Sepolto nel terreno un vaso con dentro tre etti cocaina
Nei guai un 36enne che aveva creato in un casolare vicino al castello di Ficola una vera e propria centrale dello spaccio. Sequestrati 6700 euro in contanti
carrara
I carabinieri del Nucleo Operativo hanno mandato a monte gli affari di un pusher “solitario” ritenuto fra i più attivi in città, anche ai tempi del coronavirus. A finire in manette è stato un 36enne originario del Marocco, trovato in possesso di tre etti di cocaina che aveva nascosto sottoterra, ma anche di un sostanzioso “tesoretto” proveniente dallo spaccio.
L’operazione risale a sabato pomeriggio, quando i carabinieri di Carrara hanno messo in atto un “blitz” dentro un’abitazione sperduta in mezzo alla campagna, ritenuta uno dei centri di spaccio di droga più attivi e allo stesso tempo “inespugnabili” degli ultimi tempi. In quel casolare circondato da vitigni, campi incolti e boscaglia un magrebino mai coinvolto in fatti di droga era riuscito a mettere in piedi un giro di cocaina che fruttava migliaia di euro. È stata proprio la posizione “strategica” di quel fabbricato, che si trova non lontano dal Castello Rosso di Ficola, a rendere la vita difficile ai carabinieri. Tra l’altro, nei giorni antecedenti il blitz di sabato, i militari dell’Arma avevano ricevuto parecchie segnalazioni di cittadini che abitano vicino via Melara, preoccupati per il crescente viavai di persone che, nonostante il lockdown, erano soliti imboccare a piedi, in auto o in bicicletta, la strada che costeggia il torrente Bagnone. I carabinieri hanno aspettato il momento propizio per fare irruzione nel “fortino”. Appena entrati nella camera da letto, i militari dell’Arma hanno trovato in bella mostra una distesa di banconote da 50 euro messe in fila ordinatamente sul materasso. Lo straniero, ha ripetuto senza esitazione di non avere nulla e di trovarsi lì solo per coltivare la terra e accudire i polli. Le sue parole però sono state subito smentite dal rinvenimento di alcune dosi di cocaina nella tasca di un giubbotto, mentre un bilancino di precisione e altro materiale per il confezionamento sono stati trovati dentro un’intercapedine nel muro. A quel punto, è scattata una meticolosa perquisizione che ha impegnato una nutrita squadra di carabinieri, fra cui il Maggiore Cristiano Marella, Comandante della Compagnia di Carrara e il Luogotenente Walter Calandri, Comandante del Nucleo Operativo. Ispezionando l’area esterna, i militari dell’Arma si sono incamminati lungo un piccolo sentiero nell’erba alta che era stato chiaramente calpestato da poco, finché sono giunti in un vecchio vitigno distante circa 200 metri dall’abitazione È proprio in quel punto che i Carabinieri hanno cominciato a guardarsi intorno e alla fine, sotto lo sguardo impenetrabili del magrebino che ha assistito a tutte le operazioni, hanno tirato fuori dal terreno un contenitore di vetro chiuso ermeticamente con dentro buste di cocaina in sassi, tenute a contatto con il riso per difenderla dall’umidità. Nel frattempo, un’altra busta con dentro un grosso “sasso” di droga bianca è stata trovata nella tasca di un vecchio giubbotto.
Oltre al denaro che era sul letto, i carabinieri hanno trovato varie mazzette di banconote nascoste in giro per la casa, perfino dentro i calzini. Addirittura una mazzetta è stata recuperata fuori dall’abitazione, sotto la pedana di una bilancia completamente arrugginita che sorreggeva una vasca per raccogliere l’acqua piovana. Alla fine, sono stati sequestrati 6700 euro. L’uomoun 36enne con il permesso di soggiorno poiché sposato con una donna italiana che vive a Gragnana, è stato dichiarato in arresto per “detenzione illecita di stupefacenti”.
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