Il Tirreno

Sconfinamenti tra Toscana e Liguria, Toti apre: stiamo lavorando

Un bus della linea 52 alla Fossa Maestrra e il sindaco di Carrara Francesco De Pasquale
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Un bus della linea 52 alla Fossa Maestrra e il sindaco di Carrara Francesco De Pasquale

Il governatore della Liguria parla di accordi tra regioni. Il caso del bus 52, ogni giorno fuorilegge: arriva fino a Marinella

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Tra Liguria e Toscana, pare che un pezzo di confine corra sulla carreggiata dell’Aurelia: se vai verso La Spezia sei già in Liguria, se viaggi sull’altra corsia, verso Massa, sei in Toscana. È c’è anche un bus della linea urbana di Carrara, il 52 “Carrara-Avenza-Paradiso-Marinella”, che ogni giorno è fuorilegge: la sua corsa finisce a Marinella, appunto, che è in Liguria, dove il mezzo gira e inizia il percorso di ritorno.

Difficile e anche un po’ assurdo riuscire a rispettare la linea tracciata fra le due regioni. Eppure, le norme anti-contagio dicono questo. Il governatore della Toscana Enrico Rossi ha provato a superarle con un’ordinanza che in sostanza dice: previo accordo fra sindaci di Comuni confinanti e comunicazione alle prefetture di riferimento (nel caso Massa e La Spezia), spostarsi fuori Toscana si può. Così, il sindaco di Carrara Francesco De Pasquale ha fatto un accordo con il primo cittadino di Luni Alessandro Silvestri e sta lavorando a firmarne uno analogo anche con Castelnuovo Magra, anche se la cittadina non è precisamente confinante con Carrara.

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Il problema è che la Regione Liguria non ha adottato un provvedimento analogo a quello della Regione Toscana. E l’accordo fra sindaci, quindi, resta a metà: se un carrarese va a Luni può essere multato, mentre un ortonovese che sconfina a Carrara non è passibile di multa. Paradosso nel paradosso di due territori omogenei, profondamente integrati e collegati, che il Covid 19 ha imposto di separare.

«L’area di confine – spiega il sindaco De Pasquale – è in pratica la Lunigiana storica, oggi amministrativamente divisa in due parti, indistinguibili dal punto di vista geografico e anche da un punto di vista epidemiologico. La linea dei contagi da coronavirus ha mostrato che abbiamo tassi e andamenti di contagi molto simili con le zone vicine di Liguria ed Emilia Romagna».

La situazione è, come si dice, di stallo. Tutti vogliono favorire una circolazione fra territori, anche nella convinzione che le necessità di lockdown sono sempre meno forti. Ma una soluzione non si trova. Anche se ieri Giovanni Toti, governatore della Regione Liguria (e massese di origine) ha “aperto” all’apertura dei confini. «Stiamo lavorando ad accordi tra Regioni confinanti per far incontrare parenti e congiunti», ha scritto in un post su Facebook. Forse è l’annuncio di un via libera.
 

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