Il Tirreno

Castello Malaspina, ritorna l'ipotesi dell'ascensore

Ivan Zambelli
Castello Malaspina, ritorna l'ipotesi dell'ascensore

Il progetto prevede il collegamento della cannoniera alla biglietteria. A presentarlo in consiglio l’assessore Marco Guidi

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MASSA «Un intervento relativo alla fruibilità del Castello Malaspina: un ascensore collegato alla cannoniera che porti nei pressi della biglietteria. Servirà a renderlo più accessibile, per i disabili, per le famiglie; anche se non risolverà il problema atavico dell’ accessibilità». È con questo intervento che l’assessore ai lavori pubblici Marco Guidi apre la relazione per la modifica del Piano delle opere. Parlare di ascensore al Castello di Massa non è una novità: a più riprese, negli ultimi quindici anni, sono stati diversi i soggetti e le associazioni a portare avanti questa idea. Nel 2006, sotto l’amministrazione Neri, venne avanzato un piano per creare un ascensore che avrebbe collegato un terminale del rifugio anti-aereo di via Prado al cortile d’ingresso del Castello. Allora come oggi, lo scopo era la maggiore fruibilità della fortezza, ma i problemi erano diversi, come l’impatto paesaggistico e i pareri della Soprintendenza delle Belle Arti, e quindi il progetto andò a vuoto. Passarono alcuni anni e cambiò l’amministrazione, con il ritorno Pucci. Nel 2009 Italia Nostra ripropone il progetto di un ascensore, ma i piani sono cambiati: anzi che un ascensore, delle scale mobili.

Punto fermo dell’allora vicesindaco Martina Nardi ed inserita nei Piani di sviluppo sostenibile Piuss, questa soluzione ricevette contestazioni da più parti: la perplessità della Soprintendenza, gli alti costi di realizzazione e l’impatto paesaggistico. Le critiche arrivarono anche dal Pd locale che, attraverso un documento definì il progetto inutile, dannoso e da comica. La pietra tombale sulle scale mobili cadde nel giugno 2011, quando vennero cancellate dai piani Piuss ed i fondi furono destinati ad altre opere. L’accessibilità al castello tornò di attualità nel 2016, in piena amministrazione Volpi.

Questa volta non si parlava di un ascensore, ma di due: uno che dall’ingresso portasse fino all'area delle cannoniere ed un altro, in realtà un montacarichi, che arrivasse fino al punto più alto della rocca. Anche in quest’ultimo caso, il progetto non decollò. Torniamo quindi ai giorni nostri e al Consiglio Comunale del 18 maggio. Il consigliere Alessandro Volpi ha osservato, nel corso del dibattito, che questo progetto (ed altri contenuti nella modifica del Piano delle opere pubbliche) «è stato recuperato dal passato». L’auspicio è che si possa, a differenza del passato, approdare ad una soluzione per quanto riguarda l’accessibilità, salvaguardando il decoro paesaggistico e l’inestimabile valore storico del castello. Lo impone la necessità di renderlo finalmente fruibile a tutti: i disabili, gli anziani e chiunque abbia difficoltà a raggiungere a piedi la Rocca. Ma non sarà un progetto facile perché, come già osservava dieci anni fa Martina Nardi, «il castello Malaspina è tutta una barriera architettonica». —

 

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