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Dal parrucchiere si passa dal “triage”: copriscarpe, guanti e mascherine

Daniela Marzano
Dal parrucchiere si passa dal “triage”: copriscarpe, guanti e mascherine

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Daniela Marzano / MASSA

Parrucchieri presi d’assalto nel giorno delle riaperture. «La nostra categoria era già pronta, da anni ormai applichiamo molte delle misure di sicurezza e sanificazione oggi richieste, come la disinfezione di pettini e spazzole e superficie di lavoro – dice Andrea Salsini di Andrea staff di Marina di Carrara, presidente Confartigianato del settore – e usare una maggiore attenzione su ogni dettaglio non può che essere positivo per noi e per il cliente». Le precauzioni adottate nel suo locale sono la predisposizione di un cosiddetto “triage”, una sorta di anticamera dove al cliente viene presa la temperatura, dato il gel per le mani e consegnata la mantellina monouso, i copri-scarpe e un sacco dove mettere i propri effetti personali e giacche da portare con sé. Le postazioni sono distanziate, sanificate dopo ogni uso e le finestre rimangono sempre aperte. «L’ordinanza regionale è arrivata solo ieri, ci sono ancora piccoli dettagli ancora da chiarire come la tracciabilità dei clienti per le prime due settimane, la sanificazione dell’aria condizionata. La serrata è stata pesante per tutti. Alcuni forse non riapriranno, penso a quelli abituati a lavorare senza appuntamento con tanti clienti in attesa e diversi dipendenti in piccoli spazi. Dovranno necessariamente fare delle riduzioni. Comunque dovevamo aprire per forza e siamo riusciti a fare la giusta pressione sul governo per anticipare l’apertura. Noi come Confartigianato abbiamo fatto una petizione con aziende leader del settore raggiungendo un numero elevato di richiedenti». Ruggero Chiusi, titolare de “I Parrucchieri - Officina Barbers”, da qualche anno principalmente dedicato agli uomini, si dice molto soddisfatto della giornata: «E’ filato tutto liscio, forse perché le persone hanno imparato a rispettare le regole frequentando le attività che sono rimaste aperte. Riguardo alle linee guida non ci sono grandi sorprese perché hanno accolto le istanze provenienti dalla categoria: ad esempio lo sterilizzatore a quarzi dove mettiamo le forbici a 240° ce l’avevamo, così come pure lo sterilizzatore a luce azzurra germicida. Abbiamo aggiunto l’uso del gel per le mani, tolto tutte le poltrone lasciando due postazioni su due pareti opposte a 3 metri e mezzo di distanza. Appena arriva il cliente gli facciamo usare il gel e lo accompagniamo al lavaggio, nonostante dicano di avere la testa già pulita. Poi mentre lo facciamo sedere alla postazione con la mantellina e il collare monouso procediamo alla igienizzazione del lavaggio, con prodotti a base di alcool come già facevamo. Particolare attenzione all’impianto di aria condizionata e una nuova organizzazione sul tipo di lavoro da fare per evitare panico e fretta, mettendo in conto di lasciare il giusto tempo tra un appuntamento e l’altro. Rimarremo aperti il lunedì fino a giugno, poi vedremo». Stesso clima positivo respirato anche da Fabio Barberi, di “Parrucchiere Silvio Barberi e Figlio” di via Pisa, il barbiere di fiducia di Bocelli: «Lavoravamo già su appuntamento e tutti i clienti sono stati rispettosi delle norme da seguire. Dovremmo abituarci a lavorare tutto il giorno abbardati con mascherine, guanti e visiera che impicciano i movimenti. Per il resto, una volta muniti di disinfettanti e termoscanner procediamo seguendo le linee guida indicate». —

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