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Parla don Luca Franceschini: «Sono pronto a dire ai fedeli: bentornati, mi siete mancati»
Massa, da lunedì 18 ripartono le celebrazioni religiose con i fedeli
Massa-Carrara
Le celebrazioni religiose da domani potranno essere nuovamente aperte ai fedeli. Don Luca Franceschini parroco della Madonna del Monte ci illustra come sarà per la chiesa la Fase 2. Finalmente nella Fase 2 sarà possibile per i fedeli tornare a messa. Sarà come un nuovo inizio? «Certamente dopo due mesi di assenza della gente dalle celebrazioni sarà una ripresa, progressiva. Per molti sarà un momento di grande gioia - afferma Don Luca Franceschini -, perché hanno manifestato una grande sofferenza nel non poter ricevere i sacramenti, per altri sarà una riscoperta. Molti infatti sono riusciti a cogliere la dimensione della fede vissuta in famiglia, dell’essere chiesa nel quotidiano e nella propria casa. Tornare non sarà più la stessa cosa di prima».
Come si sta preparando alla nuova modalità di celebrazione della messa?
«Abbiamo cercato di organizzarci per offrire celebrazioni secondo le modalità che abbiamo “imparato” contando i posti - spiega Don Luca - misurando le distanze, pulendo con maggiore accuratezza, predisponendo un servizio d’ordine, togliendo tutto il superfluo. Un bel gruppetto di persone si è reso disponibile ed è stata un’esperienza anche il riflettere da distanti (online) e il ritrovarsi a preparare insieme pur con il dovuto distanziamento personale».
Cosa hanno rappresentato per lei questi mesi?
«Direi una specie di “monastero” dal punto di vista liturgico. Ho pregato molto tempo più del solito in solitudine in chiesa e - continua Don Luca - celebrato ogni giorno o solo, o con un paio di persone quali aiuto alla dignitosa celebrazione del culto. Spiritualmente ho sentito più vicino i fedeli, anche quelli che magari perché anziani non possono partecipare, e anche quelli delle parrocchie dove sono stato prima. Paradossalmente in quella chiesa vuota, erano tutti presenti. Poi mi sono dedicato al servizio in modo diverso dal solito, avendo più tempo a disposizione. Ora pian piano le cose stanno tornando alla normalità».
Cosa si sente di dire a tutti i fedeli?
«Come dice il libro di Qoelet: "c’è un tempo per ogni cosa, un tempo per abbracciarsi e un tempo per astenersi dagli abbracci”. Guai a non vivere il presente. E’ fondamentale - conclude - saper cogliere in ogni tempo le opportunità che ci sono offerte, la presenza di Dio nella nostra storia. A quanti poi torneranno da lunedì, con gioia dico: “bentornati: mi siete mancati!». S.L.
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