Il Tirreno

da domani le riaperture 

«Noi siamo pronti, speriamo che i clienti non abbiano paura»

Gianluca Uberti
«Noi siamo pronti, speriamo che i clienti non abbiano paura»

Una parrucchiera, un ristoratore e un gestore di un bar raccontano come si sono attrezzati per accogliere le persone

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aulla

La Regione Toscana si allinea alle indicazioni del Governo Conte sulle regole per la ripartenza da domani. Quindi bar, ristoranti, negozi, parrucchieri ed estetisti riapriranno tutti insieme. Di conseguenza, anche in Lunigiana gli esercenti si preparano ad accogliere nuovamente la clientela. Il tutto nel rispetto della distanza interpersonale minima di un metro. E vedremo se prevarrà la paura di essere infettati dal Covid-19 con il quale, secondo gli scienziati, dovremo convivere a lungo, oppure sarà più forte il desiderio di tornare subito a fare colazione nel proprio bar preferito, per esempio, oppure a gustare una cena a base di prodotti tipici al ristorante, o ancora a tagliarsi i capelli dal parrucchiere e farsi la manicure nel centro estetico.

Con certe chiome che si vedono in giro dopo oltre due mesi di lockdown, quella di tagliarsi i capelli dovrebbe essere una priorità, ma è proprio mentre parliamo con Rita Chiocca, parrucchiera dal 1973 ad Aulla, la quale ha il proprio salone in via Nazionale 175, che scopriamo che alcune clienti non lo faranno, almeno non subito. «Proprio mentre parlo con voi – dice al telefono Chiocca – sto chiudendo gli appuntamenti per la prossima settimana e qualcuna delle mie clienti non verrà perché ha ancora paura del coronavirus». Una amara realtà con la quale, purtroppo, determinate categorie di commercianti dovranno fare i conti nelle settimane a venire, aggiungiamo noi. «Nel periodo in cui sono stata chiusa, ne abbiamo approfittato – prosegue la parrucchiera – per imbiancare i locali e stiamo disinfettando con un macchinario a vapore. Inoltre, tutto sarà monouso, dagli asciugamani alle mantelle e ai camici, mentre sugli attrezzi utilizzeremo prodotti a base di alcool. Al termine di ogni giornata faremo una sanificazione completa dei locali in modo da garantire il massimo della sicurezza».

Nel vicino comune di Podenzana, patria lunigianese dei ristoranti tipici in cui si cucina lo squisito panigaccio, incontriamo Matteo Podenzana del ristorante Gambin, secondo il quale è mancata un po’ di chiarezza sul da farsi da parte delle autorità governative: «Io non voglio fare polemica, ma questo è un momento particolarmente difficile e noi ci aspettiamo chiarezza. Non è mai stato un problema di quando riaprire, ma di come riaprire. Noi non saremo pronti a rialzare le saracinesche già da lunedì 18 (domani, ndr), lo faremo con qualche giorno di ritardo perché vogliamo che la nostra clientela sia assolutamente tranquilla sul fatto che abbiamo valutato ogni singolo aspetto sulla sicurezza, che è fondamentale. Quindi, l'interpretazione delle norme sulla sicurezza sarà ancora più rigida di quella, già elevata, che mettevamo in pratica prima che esplodesse l'emergenza. Purtroppo, c'è da dire che patiremo una perdita di posti a sedere importante all'interno del ristorante, ma la compenseremo aumentandoli nella parte all'aperto».

Infine, torniamo ad Aulla per ascoltare le parole di Riccardo Pellegrini, gestore del Ri_Chi Caffè in via Gandhi: «Ci siamo preparati alla riapertura di domani, abbiamo sanificato il locale coi prodotti indicati dall’Asl e abbiamo acquistato un piccolo macchinario a vapore. Per il rispetto delle distanze dovremo togliere un tavolino all’interno, ma potremo occupare uno spazio all’esterno del bar. Ora speriamo che vada tutto bene e di starci dentro, soprattutto speriamo che non ci sia troppa gente impaurita da questa situazione». —

Gianluca Uberti

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