Il Tirreno

Le gelaterie con forza contro la crisi

Sara Lavorini
Le gelaterie con forza contro la crisi

Da Daniele Giannotti (“Paradiso”) un segnale di speranza: aprirà un altro locale in centro a Marina di Carrara

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Massa-Carrara

Hanno perso oltre il 70% del fatturato, e ora provano a rialzarsi e a ricominciare dopo una crisi senza precedenti causata dal Covid-19. Sono 33 le gelaterie presenti su tutto il territorio provinciale che hanno vissuto, come la maggior parte delle attività commerciali, un periodo durissimo dove le loro saracinesche sono state chiuse. Adesso al termine di questa situazione di stallo, iniziano ad intravedere uno spiraglio di luce che segna il primo passo verso una lenta ripresa dell'economia, ovviamente con tutte le nuove regole sanitarie da rispettare. «Sono stati mesi durissimi, con perdite del 70% degli incassi – dichiara Eleonora Colombini della gelateria “Le Amarene” di Turano – veramente una situazione mai vista. Non è facile per un titolare di attività gestire una realtà del genere, trovarsi da un giorno all’altro a non sapere come gestire il lavoro e, soprattutto come sarà il proprio futuro. Noi abbiamo puntato come un po' tutti, sull'asporto del gelato, ma non è sicuramente la stessa cosa. La gente viene, ma è importante che rispettino le regole di sicurezza. Però vedo un po' di superficialità, le persone devono stare più attente altrimenti i contagi saliranno nuovamente e per noi sarà la fine».

Tornare a lavorare con tutte le nuove normative sanitarie anti Covid imposte per la tutela della salute, i dispositivi di sicurezza per i lavoratori e l’obbligo di sanificazione dei locali, ha generato un aumento dei costi per i gelatieri davvero pesanti da ammortizzare. Difficile anche reperire, data l’enorme richiesta a livello mondiale, il materiale per riaprire: mascherine, gel disinfettante, camici e tute monouso per i dipendenti, hanno tempi di consegna addirittura di mesi. «Ho perso praticamente tutto il guadagno di metà febbraio, marzo ed aprile – osserva Claudio Tristaino della gelateria “Il Trilly” di Bonascola – e ora ricominciare è veramente dura: il gelato deve essere nelle coppette ed impacchettato, i coni non si possono più vendere sfusi, e tutto deve essere ordinato preventivamente e poi portato via. Anche l’asporto costa molto, perché consegnare magari 10 euro di gelato a chilometri di distanza non è di certo conveniente. Ma almeno proviamo a non continuare ad andare in perdita. Sono convinto che non siamo stati tutelati dallo Stato, perché a noi tutte queste regole, e alla grande distribuzione no? Per noi piccoli imprenditori anche comprare i dispositivi necessari per le norme anti contagio è difficile, perché ci sono aziende che fanno ordini di migliaia di pezzi». Il gelato da sempre, come la pizza e gli spaghetti, rappresentano il mondo della cucina italiana nel mondo, e adesso questo simbolo del made in Italy deve essere tutelato. Ma tra le tante difficoltà c'è anche chi "sfida" il virus e apre un secondo punto vendita a giugno. «Noi siamo aperti dal 16 aprile con il servizio a domicilio, non ci siamo dati per vinti, abbiamo cercato di ridare subito un'offerta – sostiene Daniele Giannotti titolare della gelateria “Paradiso” a Marina di Carrara -, i social ci hanno molto aiutato perché i clienti ci seguivano su facebook. Il fatturato è calato, ma non voglio lamentarmi dato il momento, perché ci sono giornate dove si arriva anche al 50% degli incassi pre Covid. Vogliamo lanciare un messaggio positivo: apriremo una gelateria nuova, nel centro di Marina di Carrara, il prossimo mese. Sono 33 anni che siamo aperti, per noi il gelato è una piacevole magia, e vogliamo regalare un sogno nonostante l’emergenza Coronavirus». Sara Lavorini

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