Il Tirreno

Carrara, maschere intelligenti e gel fatti (bene) all’Iti Galilei

Luca Barbieri
Carrara, maschere intelligenti e gel fatti (bene) all’Iti Galilei

In prospettiva, si punta a dotare la scuola carrarese di uno scanner all’ingresso in grado di misurare la temperatura di alunni e personale. Usata la stampante 3D

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Carrara

L'obiettivo per settembre è quello di dotare la scuola di uno scanner, all'ingresso, stile aeroporto per misurare le temperature di alunni, docenti e personale prima della campanella. «Me l'hanno promesso i tecnici e so che ce la faranno», anticipa la presidente dell'istituto “Zaccagna-Galilei” (e anche dello Zaccagna e del Liceo scientifico Marconi), Marta Castagna.

Intanto, però, si pensa al presente che si traduce nella scuola al servizio della comunità per far fronte all'emergenza Covid-19. Come? Con la ricetta della competenza: il laboratorio di chimica sforna l'igienizzante mani, a elettronica ecco una piattaforma per la didattica a distanza e i supporti con le stampanti in 3D per visiere.

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«L'attività didattica è sospesa, ma la scuola resta aperta e non si ferma», fa notare Castagna. Nel laboratorio di chimica come detto si produce igienizzanti mani. A farlo i docenti Luca Bardini e Gabriele Orsini, con Antonella Grande (tecnico), per un prodotto che è arrivato anche a Genova e in Piemonte. «Abbiamo iniziato già a fine febbraio, prima anche con gli alunni, poi soltanto con il personale una volta interrotta l'attività didattica – spiegano la dirigente e il docente Bardini –. Avevamo messo anche i distributori. Abbiamo avuto poi difficoltà a reperire l'alcool in arrivo dall'Emilia Romagna nel periodo delle prime zone rosse istituite». Tra varie difficoltà, con i fondi della scuola, ecco però ben 135 litri di igienizzante. «Liquido, perché il gel è più costoso, ma questo dura maggiormente ed è più efficace», va avanti Bardini mentre snocciola gli “ingredienti”. L'igienizzante, per cui la produzione prosegue, è stato donato in queste settimane dall'istituto alla provincia, alle chiese, a medici, alla pubblica assistenza, a ospedali, associazioni, alla sezione carrarese della Protezione civile e a molti altri. «Possiamo accettare solo donazioni, spesso ci viene dato l'alcool per la realizzazione. Dopo un momento in cui c'era molta richiesta e si faticava a reperire il necessario, a partire dai contenitori, ci siamo stabilizzati con una produzione costante anche se adesso aumenterà la richiesta, complici le prime riaperture delle attività. In molti ci contattano per averlo».

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Dalla chimica all'elettronica e alle nuove tecnologie. La scuola non si ferma, è il refrain. In questo caso l'istituto carrarese ha risposto prontamente alla “call” della Protezione Civile dell'Unione dei Comuni della Lunigiana, coordinandosi con FabLab Massa Carrara, gruppo di makers impegnato nel realizzare, con l'aiuto della stampa 3D, e donare dispositivi di protezione individuale a chi è in prima linea nel fronteggiare l'emergenza. Con le tre stampanti a disposizione la scuola ha prodotto un migliaio di visiere che si aggiungono alle 2,5 mila complessivamente del gruppo: 50 chili di filamenti da stampa 3D, per esteso parliamo di 200 chilometri di filo. C'è di più. Oltre alle visiere facciali pvc e al “salvaorecchie” la sinergia tra gruppo di makers e istituto (nello specifico i docenti Daniela Lazzini, Michele Santini, Simone Corsi e, come tecnici, Marco Di Gennaro, Adolfo Gianfranchi e Mauro Carluccio) ha già portato al primo prototipo di visiera con tanto di sensore acustico che rileva la temperatura e fa scattare l'allarme sonoro alla soglia dei 37,5 gradi. Sullo sfondo, adesso, tra i tanti progetti della scuola, quello dello scanner all'ingresso.Luca Barbieri
 

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