Il Tirreno

Il futuro incerto dei bagnini tra riaperture e sicurezza

Daniela Marzano
Il futuro incerto dei bagnini tra riaperture e sicurezza

La coop Mare sicuro: «Attendiamo di sapere cosa fare col primo soccorso» Ad attendere disposizioni più chiare sono quasi duecento tesserati totali

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Nonostante l’epidemia, la stagione balneare si avvicina e, pur essendo evidenti le difficoltà per i gestori degli stabilimenti di adeguarsi a norme di distanziamento e sicurezza non ancora precise, sulla data di apertura ufficiale per legge (la stagione è stabilita per il concessionario dal 15 giugno al 15 settembre) non ci sono al momento deroghe.

In questo limbo devono nuotare anche le due cooperative di bagnini che coprono la zona costiera, la Mare Sicuro e l'Alto Tirreno. Matteo Baccei è il presidente di Mare Sicuro, che copre le spiagge di Cinquale, Marina di Massa, Partaccia, Marina di Carrara, Marinella, Lerici, Levanto e Bonassola.

«Per la stagione ci stiamo organizzando come tutti gli altri anni, ma siamo legati a doppio filo con gli stabilimenti balneari i quali sono ancora in attesa di indicazioni dettagliate su alcune questioni. Stiamo collaborando strettamente con loro per cercare soluzioni ai vari problemi, hanno tutto l’interesse che i lavoratori siano in regola. I nostri bagnini non si occupano della spiaggia, ma solo del salvamento. Il distanziamento è abbastanza risolvibile perché ogni postazione dovrà avere almeno 80 metri di distanza ed intorno alla torretta sopraelevata faremo un raggio dei metri che verranno indicati. Più problematiche sono le norme che i nostri 110 soci sono in attesa di conoscere riguardo alle dotazioni di sicurezza e al distanziamento in caso di primo soccorso, visto che dovremmo essere dotati di tutte le protezioni previste per i soccorritori, ma è ovviamente impensabile».

Stessa situazione di incertezza è quella manifestata anche da Aldo Maria Bianchini, presidente della Cooperativa Bagnini Alto Tirreno che conta una sessantina di affiliati e che copre la costa da Lido di Camaiore (dove ha appena vinto l’appalto per gestire le spiagge libere attrezzate) a Bonassola, dove si occupa del salvamento ma in certi casi anche delle spiagge:«Non abbiamo dati sufficienti per farci un quadro preciso della situazione. Per ora ci siamo adeguati a quanto previsto relativamente ai dispositivi di protezione, la misurazione della febbre, i presidi per lavarsi le mani, uso dei guanti e abbiamo fatto formazione interna sulle nuove linee guida. Quelle appena uscite dell’Inail lasciano dubbi su alcune questioni e anche noi, come categoria, abbiamo fatto arrivare alla giunta regionale alcune nostre proposte. Una distanza di 22,5 mq con gli spazi a disposizione sulla spiaggia vuole dire ridurre 50-60% i punti ombra, con grande impatto economico sulla struttura e poi ci sono problemi da risolvere, come prevedere una persona fissa davanti ai servizi igienici e come regolarne il flusso, capire se la distanza viene ridotta se le persone appartengono allo stesso nucleo familiare e così via».

«È necessario cercare un equilibrio per quello che riguarda l'aspetto economico ma anche l'adempimento esatto delle linee guida. C’è molta attenzione da parte dei gestori perché stanno facendo di tutto per evitare che il virus venga associato alle strutture turistiche. Noi comunque nell’attesa lavoriamo come se dovessimo aprire da un momento all’altro, e siamo in grado di iniziare a farlo il giorno dopo», conclude Bianchini della Cooperativa Bagnini Al to Tirreno. —

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