Il presidio
Caos bagni, tra distanze e data di apertura
Molte le incertezze dei balneari: ne abbiamo sentiti tre. Chiedono di aprire una trattativa per ridiscutere le direttive Inail
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Potremo andarci tutti sulla spiaggia quest’anno o i balneari saranno messi nelle condizioni di dover selezionare chi potrà sdraiarsi al sole del nostro litorale? E soprattutto: quando potranno essere riaperti i bagni? L’incertezza è moltissima, ancora di più nelle zone di confine come Marina di Carrara e Marinella di Sarzana, che magari avranno destini diversi perché “separate” da un confine regionale. E comunque, agli stabilimenti balneari ci vorrà almeno una settimana per attrezzare la spiaggia dal momento del via libera all’apertura.
La preoccupazione cresce, inoltre, anche dopo la pubblicazione delle direttive Inail, il cosiddetto ‘Documento tecnico balneazione’. Direttive che prevedono stabilimenti aperti con entrata su prenotazione, ombrelloni distanziati di almeno cinque metri per quattro e mezzo, piscine chiuse e igienizzazione dei lettini e altro. I balneari sono convinti che vada aperta una trattativa per attenuare la rigidità delle prescrizioni: sono le distanze da ombrellone a ombrellone a seminare malumori, più di altro.
A protestare sulle distanze eccessive ci sono tutti, come Marco Vatteroni concessionario del Bagno Aurora di Marina di Carrara: «Sto aspettando il Governo e la Regione: le distanze previste dall’Inail sono impossibili, sicuramente non saranno confermate, sono troppo onerose per tutti. Io ho 150/160 ombrelloni, in questo modo li dimezzo e mi domando le famiglie di Carrara, Marina e Avenza cosa faranno. Andranno a Campo Cecina? In pineta?». Vatteroni è convinto quindi che alla fine un accordo con Regione e Governo si spunterà: «È anche vietato annegare - continua riferendosi al divieto di fare la respirazione bocca a bocca per il bagnino - alcune misure sono recepibili, altre no. Devono tenere conto che non tutte le regioni hanno le stesse caratteristiche: per esempio in Emilia Romagna c’è il turismo giornaliero e quindi la sanificazione quotidiana è comprensibile, ma da noi non c’è. Sulle distanze non capisco perché in metropolitana accettino che in 20 metri ci siano ben più di 2 o 3 persone come invece chiedono in spiaggia. Non voglio essere costretto a selezionare i clienti: mi sembra molto poco etico e non me la sento di chiedere una tariffa più alta: oggi la gente non sa come andare a fare la spesa».
Stessa cosa per Pietro Giorgeri del bagno Lunezia: «Si spera che la Regione Toscana spinga come sta facendo la Regione Liguria: noi non siamo come Viareggio o Forte dei Marmi che hanno grandi spiagge, noi come la Liguria non abbiamo molto spazio. Qua ci sono professoroni della Bocconi che decidono ma che non hanno la più pallida idea della realtà - denuncia Giorgeri - se riducono lo spazio in questo modo mi resteranno 40 ombrelloni con cui ci pago a malapena le tasse. E non è possibile aumentare l’affitto: da noi vengono le famiglie del posto, al Forte chiedono 10.000 euro a tenda».
Infine Andrea Del Nero direttore del bagno Le Palme: «La politica deve aiutare. È necessario un accordo mediano. Le distanze erano 3x3,50, Inail e Iss chiedono 5x4,50: per me potrebbe andare bene 4x3 come mi sembra stia proponendo anche il presidente dell’Emila Romagna. È inutile che Conte dica che i nonni non possono incontrare i nipoti, lo sappiamo tutti che sono i baby sitter di famiglia, perché non possono portare i nipoti in spiaggia? Perché non possono andare al ristorante insieme?». — f.v.
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