Il Tirreno

«Tintarella in terrazza? Occhio, può far peggio che sulla spiaggia...»

gian ugo berti
«Tintarella in terrazza? Occhio, può far peggio che sulla spiaggia...»

I consigli del dottor Giovanni Bagnoni, carrarese, primario a livorno 

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Massa-Carrara . In attesa della tintarella sulla spiaggia, tanti scelgono il terrazzo di casa. Attenzione però: servono anche in questo caso buon senso e prudenza. Lo spiega Giovanni Bagnoni, carrarese, direttore dell’Unità Operativa di Dermatologia agli Spedali Riuniti di Livorno.

I benefici . «L’esposizione al sole su superfici “metropolitane” come terrazze o tetti ripropone ancora una volta il rapporto complesso tra benefici e rischi della tintarella - sottolinea Bagnoni -. Da una parte, sicuramente un aspetto più abbronzato assicura un po’ di comfort ed autostima in un momento così difficile, migliora il tono dell’umore, garantisce una buona produzione di vitamina D da parte del corpo e migliora alcuni tipi di dermatite (psoriasi, dermatite atopica)».

I rischi . «Dall’altro lato però - continua -, devono essere sottolineati i potenziali rischi di un’esposizione eccessiva: nelle fasi acute può produrre fastidiosi eritemi solari e fotodermatiti (alcuni tipi di dermatite indotte dalla luce), nelle fasi croniche (cioè per esposizioni protratte mesi od anni), induce forte invecchiamento cutaneo (rughe) ed aumento dell’incidenza dei tumori cutanei maligni come melanomi ed epiteliomi)».

Attenti all’ambiente . Bagnoni mette in guardia: «Bisogna prestare particolare attenzione alle superfici riflettenti come pareti e pavimenti, che possono aumentare l’irraggiamento, aumentando le dosi di radiazione ultravioletta ed i danni a parità di tempo. Pensate ai campi di neve, alla cute dei maestri di sci, ai lavoratori delle cave di marmo bianco...».

La Temperatura . Un ulteriore aspetto da non sottovalutare è la temperatura che in queste sedi può raggiungere valori elevati, anche oltre i 50 gradi. «Manca la naturale areazione presente su una spiaggia o su una scogliera - evidenzia Bagnoni -. Non c’è possibilità di muoversi e non ci sono strutture di protezione come tende e ombrelloni con importanti conseguenze circolatorie come disidratazione, peggioramento dell’insufficienza venosa, ipotensione, colpo di calore, fino a conseguenze potenzialmente gravi».

Serve Cautela . Insomma è fondamentale esporsi con cautela e gradualmente: «Bisogna evitare le ore centrali della giornata, quelle più calde, in cui sono concentrati gli ultravioletti più nocivi, gli Uvb, e mettendo sempre una crema protettiva con Spf maggiore di 20 ed avere un’alimentazione variata e ricca di sostanze antiossidanti come frutta e verdura fresche».

Pelle ed occhi chiari. «I soggetti più a rischio sono quelli con carnagione ed occhi chiari, che si ustionano facilmente e si abbronzano con difficoltà, ma le regole per la buona esposizione al sole valgono per tutti. Parlatene col medico di fiducia». —gian ugo berti.

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